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Momento di gloria Ha compiuto 50 anni il "Guinness World Records". Breve storia di un libro di successo
È il loro momento. Il momento in cui uomini normali (o quasi) presi dal grillo della sfida, della follia o della bravura vedono consegnato al mondo intero il proprio primato raggiunto.
Primato di gola, di cucina, di forza, di coraggio, di intelligenza, di astuzia, di resistenza. Primati dentro un altro primato: il libro in sé. Cinquant'anni fa infatti, col titolo di "Guinness World Records", era pubblicato il volume che aveva il semplice - ma non banale - scopo di rispondere a una domanda altrettanto semplice: «Qual è l'uccello-preda più veloce del mondo? Il piviere dorato o la pernice?».
Era il 1951 e sir Hugh Beaver, allora direttore della famosa distilleria irlandese Guinness, coinvolto in una curiosa discussione durante una battuta di caccia capì che un libro in grado di raccogliere e fornire queste risposte avrebbe avuto smisurato successo.
L'idea cominciò a delinearsi pochi anni dopo, quando a Norris e Ross McWhiter, che fino ad allora avevavo gestito a Londra un'agenzia di ricerche, fu chiesto di compilare quello che poi sarebbe divenuto il "Guinness dei primati". Nel Natale di quello stesso anno, la prima edizione del Guinness raggiunse i vertici della classifica dei bestseller britannici.
Oggi, dopo mezzo secolo, il libro dei primati si vende in oltre 100 milioni di copie in 100 Paesi diversi e riesce a "parlare" 37 lingue. Nessun'altra impresa raccoglie, conferma, accredita ed espone dati sui record mondiali con la stessa dovizia di particolari e con altrettanta veridicità. Questo è il vero record del libro dei record.
Illuminanti e rivelatrici le parole di Stewart Newport, "signore e padrone" dei primati: «In qualità di custode dei record è mio dovere garantire l'accuratezza e la pertinenza di ciascun Guinness World Record. Il mio gruppo di ricercatori opera con indefettibile imparzialità e assoluta dedizione alla veridicità. Un fatto diventa un record mondiale solo dopo essere stato provato, verificato ed elevato al di sopra di ogni sospetto». E se lo dice lui...
12
novembre
2004
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