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Io, scultrice di... zone basse Intervista con Plaster Caster la groupie che faceva i calchi dei genitali delle rockstar
La chiamano Plaster Caster. Il suo passatempo preferito nel periodo che va dagli anni ’60 ai ’70 era fare il calco in gesso del pene di una rock star. Oggi Cinthya, questo il nome di battesimo, riavvolge il nastro della memoria e ci racconta il mondo della musica di quegli anni: «Era tutto molto eccitante - spiega - tutto nuovo, dalla British Invasion, al mood, dalla rivoluzione psichedelica a quella sessuale. All’epoca non stavo a pensare a quello che succedeva, ero solo pronta a vivere il cambiamento, ma soprattutto volevo fuggire dalla mia arciconservativa mamma.
Che cosa è più affascinante in una rock star? Molti di loro hanno uno straordinario talento musicale, una grande cultura, anche se a volte rimangono un po’ bambini. Spesso sono molto intelligenti con un gran senso dell’umorismo. E poi, qualcuno a letto è davvero straordinario.
Quante rock star hai conosciuto e con quante di loro hai avuto una relazione intima? Circa un centinaio. Mi sono infilata nel sacco a pelo con 20 o 30 di loro.
Chi è stato il migliore? Non è molto conosciuto: Frank Eck di una band chiamata “Dadistics”.
E il peggiore? Non era un musicista. Aveva un pene tutto punta e testicoli, niente in mezzo, terribile.
Come ti è venuta l’idea di fare i calchi dei genitali? Quando andavo all’accademia di belle arti la mia insegnante ha chiesto alla classe di fare un calco di qualcosa di “solido”. Ho pensato… solido? significa duro, come i peni si suppone che diventino. All’epoca non avevo ancora mai visto un pene ma ero pronta a vedere il primo. Soprattutto se apparteneva a Paul Revere dei “Raiders” che erano in città quella notte. Così ho pensato non sarebbe carino se i Raiders mi aiutassero per i miei “compitini” a casa?. Beh! Alla fine non riuscita a fare il calco ma ho visto il mio primo pene e perso la verginità.
Come reagivano le star quando gli chiedevi di posare? Le reazioni erano diverse dalle risate agli sguardi indifferenti, fino al fuggi fuggi attraverso le uscite di emergenza. Qualcuno si esaltava e saltava su e giù per la gioia.
Qualcuno si è mai rifiutato di posare per te? Taj Mahal si è rifiutato anche se non glielo avevo nemmeno ancora chiesto. Gli regalai un cuscino con sopra scritto il suo nome lui pensò che si trattasse di una richiesta e rifiutò.
Sei ancora in contatto con qualcuno di loro? Molti dei miei “modelli” sono buoni amici.
Che cosa ti manca della musica di allora? Frank Zappa!
Perché le rock star non sono più così affascinanti come lo erano allora? Le rockstar di oggi sono solo pallide imitazioni di tutti quei semidei degli Anni 60 e 70. Disgustose “leccatine” senza talento, come gli N’Sinc che sembrano fatti su misura dal dottor Frankestein e che non sanno nemmeno cosa sia lo charme o forse... il fatto è che quello di cui questo mondo miserabile ha bisogno adesso è di arte, vera arte. Dalla musica al cinema, dalla letteratura alla scultura.
28
gennaio
2003
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