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Guerra ai macchinoni Realacci attacca gli Sport Utility Vehicles e chiede un'interrogazione al ministro dell'Ambiente. La risposta è un progetto di tassazione differenziata. Ed è subito polemica
Suv, ovvero Sport Utility Vehicles, i macchinoni che sempre più numerosi circolano dentro e fuori città. Veicoli in questi giorni al centro di un acceso dibattito sollevato da Ermete Realacci, deputato della Margherita, nonché presidente onorario di Legambiente. Realacci, insieme ai deputati Iannuzzo, Vigni e Reduzzi, ha avanzato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Matteoli per l'introduzione di misure anti-Suv nella prossima legge Finanziaria. La risposta del ministero è stata il progetto di una tassazione differenziata in funzione delle emissioni e dei consumi specifici dei veicoli, per scoraggiare l'acquisto e l'utilizzo di auto troppo inquinanti e "assetate". «Gli introiti derivanti da un tale meccanismo fiscale - ha spiegato il sottosegretario Roberto Tortoli - sarebbero opportuni nella misura in cui gli stessi fossero utilizzati allo scopo di finanziare interventi volti a ridurre l'inquinamento atmosferico, nelle aree che presentano maggiori criticità». I Suv naturalmente non sono i soli veicoli inquisiti, ma l'accusa li ritiene colpevoli di consumare e inquinare più delle normali auto.
Nati durante la Seconda Guerra mondiale e successivamente convertiti in mezzi da fatica, i Suv sono stati creati per viaggiare su terreni accidentati. «Sono la punta di diamante di un'idea di sviluppo distorta – dice Realacci - che ignora l'efficienza energetica e il controllo dell'inquinamento. Sono i rappresentanti più blasonati di tutta una categoria di veicoli che consumano e inquinano in modo intollerabile». Secondo il dossier stilato da Legambiente "Fuoristrada in città: anatomia di un delirio collettivo", il consumo urbano delle 10 auto più vendute nel Bel Paese è in media di 17 km/litro per i diesel e 12,5 per le auto a benzina. Per i 10 Suv più venduti i consumi s'impennano fino a 9,9 km/litro per i diesel e 7,7 per quelli a benzina: una media superiore del 60%. «Una delle motorizzazioni più potenti - prosegue Realacci - arriva a scaricare in atmosfera una quantità di CO2 quattro volte e mezza superiore al diesel con le emissioni più basse commercializzato in Italia: parliamo di 380 g per km di anidride carbonica contro 86».
In Italia nel 1998 erano Suv il 2,6% delle nuove immatricolazioni, ma nel febbraio di quest'anno sono arrivati al 5,5%. Nulla in confronto agli Usa, dove rappresentano circa il 20% del parco auto circolante e quasi il 50% delle vendite delle tre maggiori case automobilistiche del continente (Ford, GM e Chrysler). Nonostante ciò, in California, anche un collezionista di Suv come il neo-governatore Arnold Schwarzenegger ha varato un regolamento per la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti delle auto.
Ma è alla più vicina Francia che s'ispira il ministro Matteoli. Lì il collega Lepeltier ha proposto un sistema bonus-malus di incentivi per chi compra auto a basse emissioni e disincentivi per chi sceglie mezzi più inquinanti, che scatterà a gennaio 2005. Inoltre, il sindaco di Parigi vuole vietare l'ingresso dei maxi mezzi in città. Realacci vorrebbe che l'Italia seguisse la stessa strada, con una maggiorazione della tassa di proprietà per le auto più inquinanti e, al contrario, un bonus per quelle più pulite.
22
ottobre
2004
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