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La rete compie 35 anni 
Internet: i miei
primi 35 anni
Internet mette il turbo

Trasmessi 840 gigabyte di dati a una distanza di 16mila chilometri in 27 minuti

Seicento film trasmessi contemporanamente, 69.073 terabit metri per secondo: è il nuovo record di velocità stabilito solo qualche settimana fa sul web. Protagonisti dell'impresa un'azienda di telecomunicazioni statunitense (Sprint) e la rete universitaria Svedese (Sunet). Dopo Arpanet e internet è l'ora di internet2 che presto potrebbe uscire dai laboratori e dalle università statunitensi per entrare nelle case della gente comune.

Per capire bene di cosa si tratta basti pensare che 840 gigabytes di dati sono stati inviati da un pc di San Jose, in California a un altro presso l'Università di Lulea, nella parte settentrionale della Svezia. Questa immensa mole di dati ha percorso oltre 16mila chilometri, dalle assolate coste statunitensi alla periferia del circolo polare artico in meno di 27 minuti. «Siamo arrivati al punto che due server posti l'uno di fianco all'altro hanno le stesse prestazioni di due server che si trovino a diecimila chilometri di distanza» ha commentato il direttore del California Istitute of Technology. L'obiettivo finale resta naturalmente quello di abolire le distanze per realizzare una collaborazione scientifica mondiale più efficente, come ha ricordato Oliver Martin, direttore del Cern di Ginevra.

Lo sviluppo di una nuova internet in grado di rivoluzionarci la vita non passa però soltanto attraverso il potenziamento del flusso di dati. In realtà dipende molto da una serie di fattori legati tra di loro. Connettività, hardware, software, servizi e risoluzione di criticità procedono infatti di pari passo verso un futuro ipertecnologico e efficente. Il vero salto di qualità del web si avrà soltanto con la mobilità, cioè la possibilità di collegarsi ovunque alla rete senza bisogno di cavi. Il wi-fi ma anche internet sul cellulare sono passi da gigante in tal senso. Se uniamo questa connettività alla velocità di trasmissione dati e soprattutto alla sicurezza di comunicazione, è facile immaginarci una vita totalmente rivoluzionata in un prossimo futuro. Acquistare un biglietto elettronico del treno, evitando la fila e usando il web sarà questione di pochi click. Ma anche prenotare un albergo, un biglietto aereo, effettuare un bonifico, controllare le previsioni del tempo o il traffico in autostrada sarà un gioco da ragazzi.

I sistemi informatici in grado di gestire un utilizzo complesso del web di questo tipo arriveranno peraltro in massa solo quando la loro redditività sarà garantita da un numero di utenti adeguato. A loro volta gli utenti "ipertecnologici" aumenteranno con tanta più facilità quanto più si abbatterà il costo della tecnologia impiegata e si affronterà il problema della sicurezza dei dati sul web. Lo sviluppo del software libero può essere molto d'aiuto in entrambi i casi.

In conclusione se internet2 ci rivolzionerà la vita ma non sarà certo soltanto grazie alla velocità supersonica con cui i dati riescono a viaggiare oggi sul web, ma anche a una serie di altri importanti fattori che contribuiranno al suo effettivo funzionamento.

3  settembre  2004

  Alessandro Gennari
  dalla rete
Internet 2 Trasmissione dati record
Linux contro tutti Il pinguino alla conquista del mondo
Wi-fi L'insostenibile insicurezza di internet

  sommario
In principio fu Arpanet 
La Rete oggi 
Internet mette il turbo 
Domini liberi
Entro la fine di agosto ogni privato cittadino italiano potrà registrare un numero illimitato di siti a dominio italiano con il suffisso «.it», anzichè uno solo come avviene oggi. La decisione è del Registro italiano dei nomi a dominio, l'organismo dell'Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa (Iit), che nel nostro Paese si occupa dell'assegnazione dei domini del web. Il limite di un singolo dominio per persona fisica, ha spiegato il direttore dell'Istituto Franco Denoth, prima «si giustificava con la necessità di evitare confusione e disorientamento negli utenti», ma oggi «con una cultura della Rete così profondamente diffusa anche nel nostro Paese non ha più senso di esistere».
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