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Città Slow Un movimento cerca di estendere la filosofia della lentezza alle amministrazioni comunali per avvicinarle al concetto del buon vivere nella pratica del quotidiano. Più verde e meno traffico tra i principali obiettivi
Al lento credo di Slow Food, che predica la buona tavola come ingrediente della qualità della vita, si sono presto ispirate le amministrazioni comunali di alcuni centri italiani. Ed è così che nel 1999 Bra (Cn) e altre città italiane si sono impegnate a trasformarsi in rifugi dal frenetico vortice del mondo odierno, dando vita a "Città Slow", movimento che nasce come costola di quello ecogastronomico. Trasferire la lezione del buon vivere nella pratica urbana quotidiana vuol dire oggi poche ma difficili cose: anteporre il piacere al profitto, gli esseri umani al lavoro, la lentezza alla velocità.
Città Slow conta oggi oltre sessanta adesioni in Italia all'estero (quasi una trentina solo nel Bel Paese), impegnati su fronti cruciali. Obiettivo numero uno, la riduzione del traffico e del rumore; ma anche l'incremento delle aree verdi e dei parchi, o delle zone pedonali, lo sviluppo di tecnologie che proteggono l'ambiente e la conservazione delle tradizioni estetiche e culinarie locali, l'invito alla ospitalità. Dando un'occhiata alla mappa delle città slow, non sfugge che la loro maggior concentrazione si registra nel Centro-Italia. L'ideale urbano del movimento, infatti, è il centro tardomedievale, dove stradine acciottolate fanno da cornice a persone che si incontrano per socializzare o per fare la spesa insieme in qualche coloratissimo mercatino.
Città Slow non fa per le metropoli, naturalmente: possono aderire all'associazione tutte le città italiane e straniere che non abbiano più di 50mila abitanti e che non siano capoluoghi di provincia o di regione. E sarà una di queste, anche quest'anno, ad aggiudicarsi l'ambito Premio Città Slow 2004, che l'anno scorso è andato a Levanto, in provincia di La Spezia. Ma il concorso prevede anche un "Premio Amministratore Slow", assegnato a sindaci di città o metropoli che pur non aderendo all'associazione si siano impegnati ad applicare criteri e prassi "slow". E l'anno scorso questa seconda sezione è stata vinta dal primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Per partecipare c'è tempo fino al 25 settembre.
16
luglio
2004
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