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TENDENZA SLOW 
Rallentare, ecco il nuovo must

A partire dal lavoro si fa largo una nuova filosofia, che boccia il culto della velocità imperante e lo stacanovismo

Imperativo categorico: rallentare. Prendersela con più calma, assecondare il nuovo "ritmo slow". È questa l'ultima tendenza che si fa largo, un po' controcorrente, nell'Occidente malato di ipervelocità, sindrome dominante del XXI secolo. In un mondo in cui tutti vanno di corsa e i minuti, le ore e i giorni sembrano non bastare mai, sul lavoro, in famiglia, con gli amici e in amore, sono sempre più numerosi i movimenti e le associazioni che insegnano a vincere lo stress e la fretta inneggiando alla dea Lentezza, suggerendo nuovi stili di vita più sani. A tributare al ritmo lento i massimi onori del caso ci pensa un libro - di recente uscita per Sonzogno - che già dal titolo la dice lunga: "... E vinse la tartaruga", di Carl Honoré, giovane e pluripremiato giornalista canadese residente nella freneticissima Londra, che è giunto a scrivere il volume per disintossicarsi lui stesso dalla fretta.

Basti pensare che per portare a compimento la sua opera, Honoré si è preso un intero anno sabbatico e l'ha usato per raccogliere testimonianze in ogni angolo del pianeta, dal Giappone (dove esiste persino una parola - karoshi - che significa morte da superlavoro, e che solo nel 2001 ha mietuto 143 vittime), agli Usa, dall'Italia alla Francia e all'Australia, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra il progresso tecnologico e la lentezza, di una ricetta per una vita migliore e più ricca. Il primo passo da compiere per riequilibrare i propri ritmi di vita consiste nel praticare quello che gli americani chiamano "downshifting", che letteralmente significa "scalare le marce". I downshifters sono disposti a rinunciare ai soldi in cambio di tempo e lentezza. La Datamonitor, un'agenzia di ricerche di mercato londinese, prevede che il loro esercito salirà da 12 milioni nel 2002 a oltre 16 milioni entro il 2007. Ilposto di lavoro è infatti il principale campo di battaglia del movimento Slow: se l'area professionale assorbe così tante ore, non rimane il tempo di fare altro.

Un dato è significativo più di altri di questa nascente inversione di tendenza: secondo gli addetti alla selezione del personale di molti Paesi industrializzati, i candidati più giovani cominciano a porre domande che sarebbero state impensabili fino a qualche anno fa. «Posso uscire a un'ora ragionevole la sera? È possibile decurtare lo stipendio in cambio di più giorni di ferie? Potrò gestire i miei orari?». Il nuovo messaggio che passa è: lavorare sì, ma senza dimenticarsi che la vita è fuori dall'ufficio. In tutte le nazioni i politici a caccia di voti saltano sul carrozzone del tempo libero. Nel 2003 il Parti Québecois del Canada ha proposto la settimana lavorativa di 4 giorni per i genitori di bimbi in tenera età. L'Europa continentale è l'area che ha compiuto i maggiori passi avanti.

Il caso esemplare è quello della Francia, che verso la fine degli anni Novanta, con un'audace mossa che ha scatenato un polverone, ha ridotto la settimana di lavoro a 35 ore. I lavoratori hanno potuto scegliere come approfittare della direttiva delle35 heures. Molti francesi lavorano meno tutto l'anno, mentre altri lavorano come prima, ma hanno diritto a un maggior numero di permessi. Di fatto, per molti francesi ora il week end inizia il giovedì o finisce il martedì.

Nemica dell'etica stacanovista e leader del movimento Slow è la "Società per la decelerazione del tempo". Con sede nella città austriaca di Klagenfurt, l'organizzazione vanta oltre mille membri in tutta l'Europa centrale, tutti armati contro la fretta e pronti a darsi convegno ogni ottobre per la conferenza annuale dell'associazione. Ma la Società non è unica nel suo genere. Gruppi pro-Slow stanno nascendo un po' ovunque nel mondo. Oltre 700 giapponesi appartengono ormai allo Sloth Club, che perora la causa di una vita meno frettolosa e più ecologica. E c'è già chi parla di "latinizzazione del popolo giapponese".

16  luglio  2004

  Antonella Laudonia
  dalla rete
Lavoro Cv, offerte, colloqui
Zetverein Società per la decelerazione del tempo
Workless party Al grido di "lavorare meno"

  sommario
Rallentare, ecco il nuovo must 
Lento è gusto 
Città Slow 
Al diavolo i soldi 
Hobby
A volte ritornano. Hobby dimenticati, come il fare la calza, tornano di gran moda. Rilassa - dicono gli esperti - e serve ad abbassare il battito cardiaco. bene anche il giardinaggio e la lettura. Purché siano lenti. Leggere con un ritmo inferiore a quello cui siamo abituati fa meglio e aiuta ad apprezzare di più i testi.
Iperveloci
Un occidentale adulto trascorre con i propri figli il 40% di tempo in meno rispetto a quanto faceva negli anni Sessanta, passa settantadue minuti al giorno in auto e mezz'ora alla settimana facendo l'amore.
Meeting dei prigri
Primo Meeting nazionale dei pigri l'8 agosto a Champoluc, in Valle d'Aosta. Un raduno di persone che vogliono divertirsi rallentando i ritmi e risparmiare le forze per qualcosa di piacevole. Il programma prevede l'incontro alle 11 nella piazza Aiat con la presentazione del "Manifesto dei Pigri: il diritto all'ozio e alla pigrizia nell'età moderna". Alle 16 un corso per insegnare le tecniche di perfezionamento alla pigrizia.
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