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Quando la musica incontra la moda Giovanni Allevi, uno tra i migliori pianisti italiani in circolazione, ha aperto le sfilate
Lo conoscono in pochi. Anzi, in pochissimi. Una tournée con Jovanotti, due dischi solisti: "Tredici dita" e la "Favola che vuoi". Giovanni Allevi è uno fra i pianisti più talentuosi della scena musicale italiana. Quella scena nascosta che non tutti hanno la fortuna di scoprire subito.Una musica che colpisce al cuore, la sua. Un sortilegio che conduce l'ascoltatore sulla linea di confine, su un dirupo fatto di accenti, di ritmiche ossessionate, di metriche intricatissime, senza mai essere presuntuosa, anzi, a volte è solo una dolce carezza che sfiora il corpo come i rossi velluti di un teatro.
«Un pianista straordinario - raccontava eccitatissimo Bill, uno degli stilisti di Moschino dietro il backstage - la prima volta che l'ho sentito sono impazzito». Del resto Enrico Pierannunzi - fra i più grandi pianisti jazz italiani - la prima volta che lo ha ascoltato gli ha detto: «Ragazzo cosa vuoi che ti dica io non ho più nulla da poterti insegnare».
Ed è nata così, quasi per caso la collaborazione artistica tra Giovanni Allevi e gli stilisti di Moschino. «Facevo un assolo musicale durante il concerto di Lorenzo al forum di Assago. Subito dopo mi hanno contattato chiedendomi di collaborare con loro», racconta Giovanni.
Musica e moda di solito vanno d'accordo Gli stilisti sono sempre alla ricerca di creatività, e anch'io trovo che sia affascinate. Perché fare una sfilata di moda è un modo per tastare la contemporaneità.
Che cosa li ha colpiti secondo te? Mi hanno visto come una sorta di borderline, uno che sta in bilico tra più musiche e a cui piace esplorare. Del resto anche la moda è così. Infatti i vestiti di scena erano molto simili alla mia personalità.
Giacca classica, jeans e scarpe da ginnastica... Ero vestito a metà ed in fondo c'era la mia personalità musicale
Riguardo la sfilata? Mi hanno dato carta bianca. Mi hanno detto di essere me stesso, senza pormi alcun limite, né di accondiscendere i gusti del pubblico. Ovviamente il mondo della moda non mi appartiene. Ed è proprio per questo che mi affascina. Mi piace capire, come funziona e perché, le sue ragioni di essere.
Poi l'idea del pianoforte incastrato nella passerella quasi fosse un ponte attraverso la moda e la musica Un'idea molto bella. In fondo gli stilisti hanno considerato la passerella come una ideale continuazione del pianoforte. Ed era curioso e interessante sottolineare la contraddizione tra i due mondi.
Degli abiti cosa ne pensi? Non ho avuto modo di osservarli da vicino, ero molto concentrato sulla mia musica. Però da quello che ho potuto vedere si tratta di uno stile estremamente estroverso che poggia su basi classiche e sfida la modernità. È questa la cosa che mi ha affascinato di più. C'è un incredibile affinità con la mia musica.
17
gennaio
2003
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