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L'UOMO CHE VERRÀ 
L'importante è che sia nudo

Alla pubblicità piace l'uomo senza veli

Non importano lo sguardo ammiccante, magnetico o un po' sperduto, la chioma o i muscoli in evidenza: ciò che importa davvero è che l'uomo sia senza veli. Al limite con il perizoma o gli slip. Così vuole l'ultima tendenza della pubblicità, molto più in Francia che in Italia. Gli esperti assicurano che funziona: il maschio nudo vende e non perché sia più macho. Al contrario, rinunciando a un'immagine tradizionale e accettando la propria parte di femminilità dimostra di non avere un sex appeal represso.

Che sia in atto un'inversione di tendenza dopo anni passati a colpi di pubblicità con donne nude testimonial di ogni cosa? Sempre più spesso negli spot appaiono donne decise, determinate e vestite, ma quelle in versione oggetto non sono affatto scomparse ed è certo che quando i protagonisti sono uomini lo spot preferisce giocare la carta dell'ironia. Ha iniziato la L.G., un noto marchio di elettrodomestici piazzando tre modelli in mutande alla Galerie Lafayette accanto a lavatrici e frigoriferi e ha proseguito l'Alfa Romeo con un'automobilista senza niente indosso alla guida sella sua auto. Una marca francese di lingerie, ha scelto invece un tipo melanconico, con l'aspetto finto-trascurato, intento ad annusare il tanga dell'amata. Hanno protestato le femministe d'Oltralpe e si è parlato di cliché omosessuale ma intanto il perizoma ha fatto centro anche tra gli uomini e nelle ultime passerelle i fisici esibiti non sono passati inosservati.

Eppure secondo i sondaggi le donne guardano altro. Anzitutto i brutti hanno il loro fascino, almeno per le tedesche (intervistate dall'istituto Emnid per la rivista Flash lo scorso anno) convinte che dietro una bella facciata spesso ci sia poco o che comunque di un bellone si deve sempre avere paura.

«Si è addolcito dopo anni di eccentricità, senza tradirsi, senza vendersi e diventare politically correct»: con queste motivazioni la rivista "People" ha eletto Johnny Depp uomo più sexy del 2003 mentre Ben Affleck che aveva trionfato nel 2002 non era neppure nella top ten, che ha invece premiato qualche fascinoso-dannato-scapolo per antonomasia (come Colin Farrell, George Cloney e Hugh Grant), Ashton Kutcher, il fidanzato perfetto di Demi Moore, ma anche Russel Crowe, che ha deciso di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi anima e corpo alla moglie e alla figlia appena nata, e Brad Pitt, eroe sullo schermo e nella vita. Anzi, pare che proprio sullo schermo l'attore abbia avuto qualche problema: in Troy, dove interpretava Achille, ha dovuto ricorrere a una controfigura perché secondo il regista le sue gambe erano troppo esili.

Il contrario di Ronaldo. Il Fenomeno è stato visto fotografare a "Fashion Week", il più importante evento modaiolo dell'America Latina, la sua nuova fidanzata Daniella Ciccarelli. «È andata molto bene. Io non avrei il coraggio di sfilare in mutande. Le mie cosce sono molto grosse e cammino in maniera troppo impacciata» ha confessato l'attaccante del Real Madrid al termine della sfilata.

30  giugno  2004

  Manuela Magistris
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L'allegro formale 
L'importante è che sia nudo 
Il segreto del sexappeal
Meglio calvo o con una folta chioma? Gli europei non la pensano tutti allo stesso modo, secondo quanto è emerso da una ricerca Gallup sull'impatto psicologico della caduta dei capelli. Lo studio ha interessato 1500 uomini tra i 18 e i 45 di Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Gli italiani sono risultati essere quelli che si prendono meno cura del proprio corpo, salvo poi essere i più depilati: ben il 40,30% contro il 15% dei tedeschi, il 9% degli spagnoli, il 7,60% dei francesi e il 7% dei britannici. Ritengono inoltre che una folta chioma sia un fattore estremamente importante (78,39% contro una media del 72,20%), hanno paura delle ricadute sessuali della calvizie (il 70% contro una media del 50%) ma non fanno nulla per porre rimedio ai primi capelli che cadono.
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