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GARDA, CHE RADIO 
Le voci delle menti

Massimo Cirri, Sergio Valzania: la radio vista da chi la pensa

È passato oltre un secolo da quando si scoprì che l'etere poteva essere percorso da onde di varia frequenza generate artificialmente. Era il 12 dicembre 1901 e Guglielmo Marconi trasmise il primo segnale radio tra la Cornovaglia e Terranova. Pochi anni dopo, la prima grande dimostrazione dell'utilità della radio con il naufragio del Titanic (1912), quando il segnale radio di soccorso lanciato dal transatlantico fu intercettato da un giovane marconista dell'American Marconi.

Primordi di un mezzo il cui successo crebbe fino all'arrivo della televisione, che le rapì piano piano il pubblico. Ma lei aspettò, non si arrese, abbandonò la scena principale in attesa di un periodo migliore. Forse quel momento è arrivato. Da qualche anno. Oggi la radio si conferma il mezzo della popolazione attiva, dei giovani, della gente in movimento, uno specchio del lento cambiamento nella difficile situazione italiana e mondiale.

A testimoniare la sempre maggiore importanza di questo mezzo, ci ha pensato la kermesse di Riva del Garda, sulla cui nascita ha pesato molto l'idea di Massimo Cirri, uno degli organizzatori, in tandem con Renzo Ceresa, di RadioIncontri: «La manifestazione è nata copiando l'idea del festival della letteratura di Mantova a cui abbiamo assistito, ovvero la possibilità per i lettori di incontrare chi scrive in un ambiente poco formale, poco accademico in giro per le piazze. E allora, abbiamo pensato, perché non fare la stessa cosa per la radio? Ci sono 36 milioni di persone che la ascoltano e credevamo potesse far piacere incontrare chi la fa».

Un'idea alla base anche della scelta di Riva come sede: «È un luogo di piacevolezze, raccolto e non dispersivo come può esserlo una grande città, ci sembrava la giusta cornice», ha chiosato Cirri. Al di là della cornice raccolta, la manifestazione è stata molto seguita, anche grazie agli spunti interessanti di incontro e riflessione che ha offerto; i temi trattati hanno spaziato dai recenti casi di censura televisiva alla condizione attuale del mezzo radiofonico. «Oggi - ha concluso Cirri - abbiamo una radio partecipata, in cui si fanno sempre di più programmi dove gli ascoltatori dicono la loro e intervengono e questo rafforza l'idea di radio come comunità virtuale. La vita delle persone è spesso fatta di solitudine, di lavoro, di ritmi e di allontanamenti e la radio ha la capacità, la possibilità di favorire gli avvicinamenti».

Lo schivo Sergio Valzania, direttore di Radio2, ha invece cercato di dare una spiegazione al perché della indubbia omologazione delle radio di oggi: «Bisogna mettere le canzoni che la gente richiede - ha ammesso semplicemente -. Se si vuole Vasco diamo Vasco, non possiamo permetterci di sbagliare. È come se io facessi una festa con degli amici e mettessi della musica che piacesse solo a me: gli amici non ballerebbero e sicuramente sarebbero restii a ritornare ai miei party». Forse anche per spiegare e superare l'omologazione sono nati i RadioIncontri. Ci sarà un'altra edizione? «L'idea sarebbe di farlo diventare un appuntamento annuale per il mondo della radio - ha detto Valzania -, perché non c'era prima, perché ce n'è bisogno e la radio se lo merita».

18  maggio  2004

  Gianbattista Pinna
  dalla rete
RadioIncontri Il sito della manifestazione
Lifegate Radio La tua radio su Libero
Facoltà di frequenza Radioprogetto all'ateneo di Siena

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