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VIVERE IN TV 
I flop

Quando il reality non fa audience. Da "Punto e a capo" a "Super Star Show", Rai e Mediaset alla dura prova dello share

Reality uguale audience. Spesso, ma non sempre. Lo sanno bene i direttori delle reti Rai e Mediaset che, nelle ultime due stagioni, sono stati costretti a tappare più di un buco nei rispettivi palinsesti. Reality flop a tutti gli effetti, alcuni davvero clamorosi. È il caso di "Personality", lo show di Italia 1 condotto da Pino Insegno che, nel maggio 2003, non è andato oltre il numero zero. Il format (Endemol) prevedeva una sfida a colpi di personalità tra sette concorrenti. Avrebbe vinto (in palio 100 milioni delle vecchie lire, automobili e viaggi) chi riusciva a conquistare l'approvazione del pubblico. Fatale è stato lo share della puntata pilota (7,91%).

Qualche puntata in più ma stessa sorte è toccata a "Punto e a capo", il reality (l'esordio nel genere per la rete ammiraglia Rai) condotto da Alda D'Eusanio incentrato sui temi dell'ingiustizia e del riscatto. Dopo il deludente esordio nel prime time settembrino di Rai Uno (13,55% di share), il programma è stato sospeso per due settimane (ufficialmente, dichiarò Fabrizio Del Noce, per apportare qualche ritocco) per poi far perder definitivamente le proprie tracce. Almeno fino al 7 gennaio 2004, quando (rivisto e corretto) è riapparso nel palinsesto con un nuovo titolo: "Qualcosa è cambiato". Stessa conduttrice, stesso format, qualche ritocco e sei punti di share in più. Non abbastanza per andare oltre le quattro puntate.

Rimanendo in casa Rai restano da segnalare altri due flop d'autore: "Buone notizie" (un reality condotto da Licia Colò stroncato dopo il numero zero) e "Super Senior". Qualche parola in più sul secondo va detta. Presentato da Rai Tre come il programma rivelazione della stagione 2003/4, il format, arrivato dalla Norvegia (con molto furore), doveva raccontare la vita quotidiana di un gruppo di dodici over 60 alle prese con un sogno: mettere in scena uno spettacolo teatrale. Delle 15 puntate previste, ne sono andate in onda solo quattro. Il programma è stato relegato nella seconda serata domenicale, sostituito da sei repliche di "Ulisse".

Completa la lista dei reality-flop targati Rai "Belli per sempre". Lo show (versione italiana del format Usa "Extreme Makeover", già ripreso da Mediaset con "Bisturi") doveva andare in onda nella seconda serata di Rai Due. Dopo una serie infinita di polemiche, che hanno visto coinvolti le associazioni dei consumatori e lo stesso Cda , è andato in onda per la prima (e ultima) volta l'11 marzo 2004, alle 23.35, per poi essere sospeso sine die.

La mannaia dell'audience ha colpito anche i programmi-verità delle reti Mediaset. Ha stentato "Diario - Esperimento d'amore", adattamento del format giapponese "Future day". Le quattro puntate andate in onda su Italia 1, con la conduzione di Marco Liorni, non sono andate oltre l'8% di share. Non ha fatto meglio "L'uomo dei sogni" ("The Bachelor", lo Scapolo, in America) importato e prodotto da Magnolia per Canale 5. Una ventina di ragazze si contendevano uno scapolo d'oro: ricco, intelligente, di buona famiglia e con un ottimo lavoro. Il reality, condotto da Cristina Parodi, ha chiuso i battenti con due puntate d'anticipo (battuto a più riprese da "Adesso sposami").

La performance peggiore l'ha regalata "Super Star Show" (Italia 1). Il programma, inizialmente previsto in prima serata, ha chiuso i battenti dopo due puntate mantenendo solo la striscia pomeridiana. La sfida tra le 24 aspiranti stelle della pop music non è mai riuscita a superare i sette punti percentuali di share. Praticamente un disastro. A farne le spese è stata Michelle Hunziker, conduttrice della versione serale, che ha dovuto cedere il posto a Daniele Bossari.

7  maggio  2004

  Barbara Del Pio
  dalla rete
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  sommario
I reality degli altri 
I flop 
Vip allo sbaraglio 
I più estremi 
I sopravvissuti 
Più reale di un reality 
Operazione trionfo
Settembre 2002: grandi aspettative e una marea di pubblicità. Migliaia di aspiranti cantanti (circa 26mila) alle selezioni. Per questo il pubblico si aspettava che tra i 16 eletti ci fossero grandi voci. E invece no. Il format, un misto tra il "Grande fratello" (una casa a Cinecittà con una camera per i ragazzi e una per le ragazze, un giardino, una sala da pranzo, telecamere ovunque) e "Amici di Maria De Filippi" (sala d'incisione, sale prove e un'aula per le lezioni), non ha più trovato spazio nei palinsesti. Nel cast: Rossana Casale e Miguel Bosè. Alla fine, ha vinto tale Bruno Cuomo. Dei concorrenti, solo Sara Bernabini ha lasciato traccia di sé come vocalist di "Passaparola".
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