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VIVERE IN TV 
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I reality degli altri

Basta un po' di zapping in giro per l'etere mondiale per scoprire che se si pensava di aver già visto tutto in fatto di tv verità ci si sbagliava di grosso

Sesso tanto sesso, soldi a palate, lo spettro del terrorismo e "Grandi Fratelli" che non finiscono mai. Altro che accademie di canto per aspiranti talenti e centri benessere per vecchie glorie musicali. È bene chiarirlo subito: facendo un po' di zapping nell'etere internazionale appare chiaro che, in fatto di tv verità, abbiamo ancora molto da imparare. Insomma, i carboni ardenti della "Talpa", l'invasione di insetti de "L'isola dei famosi", l'iniezione al botulino di "Bisturi" sono roba da dilettanti. Il motivo è semplice: altrove il "reality" conta molto più dello "show".

FlopVipEstremiReduciVerità?


Così il format per eccellenza, quel Big Brother che tra le varie versioni nazionali incolla allo schermo oltre 2 miliardi di telespettatori, in Germania (su Rtl) prevede che i concorrenti restino segregati nella Casa non cento, non duecento ma addirittura 365 giorni. Dodici mesi di nomination ed eliminazioni. In pratica un anno intero in compagnia dell'autolesionismo di Ascanio Pacelli, dei proverbi di Pasquale Laricchia e dei miagolii di Marina La Rosa. C'è chi è andato ancora oltre: sulla Fox va in onda una reality soap a tempo indeterminato, "Forever Eden", in cui un gruppo di uomini e donne (disinibito ed esuberante) si lascia spiare 24 ore su 24 (la differenza è che qui il copione c'è davvero e nessuno si scandalizza).

Sulla Bbc da marzo c'è "The Bunker", un reality ispirato ai recenti fatti cronaca: i partecipanti vengono addestrati a sopravvivere all'interno di un rifugio in vista di un eventuale attentato terroristico con armi batteriologiche. Altra questione sono i format a sfondo sentimental-sessuale. In Italia non ci siamo fatti mancare "Diario-Esperimento d'amore", "L'uomo dei sogni" e "Stranamore". La versione inglese (su Sky One) ha qualcosa in più: i concorrenti di "Something about Miriam" (format argentino) dovevano conquistare una bellissima ragazza (Miriam, appunto). Peccato che il vincitore alla fine abbia scoperto che l'oggetto del desiderio era in realtà uno splendido transessuale non operato. Dopo il colpo di scena, i concorrenti si sono rivolti alla Corte di giustizia inglese chiedendo un risarcimento (che hanno poi ottenuto) per i gravi danni psicologici subiti dopo aver appreso che la donna che avevano corteggiato per mesi (e i contatti fisici non sono mancati durante le riprese) aveva omesso un piccolo particolare.

E che dire di "Queer eye for a straight guy" l'ennesima real fiction made in Usa (campione di audience) in cui cinque gay elargiscono consigli di stile agli eterosessuali: dal taglio dei capelli alla scelta del colore dei calzini? Pronta la risposta della Fox, "Playing it straight": una bellona messa di fronte a quattordici omaccioni in versione sexy, alcuni dei quali gay. Lei vince se riesce a scovare e conquistare un vero maschio, uno di loro se riesce a farsi scegliere, anche se gay.

Manca all'appello da noi, almeno per ora, anche il genere "miliardari allo sbaraglio". Su tutti "The Apprentice" (format pensato e finanziato da Donald Trumpe trasmesso dalla Nbc) che ha messo in palio un posto da manager nella sua azienda con uno stipendio iniziale di 250mila dollari all'anno. Alla fine di ogni puntata, Trump licenziava uno degli aspiranti. La sfida finale ha visto di fronte Bill Rancic, un piccolo imprenditore di Chicago che aveva creato una società di sigari, e Kwame Jackson, laureato alla Harvard Business School. Al termine dell'ultima puntata, seguita a metà aprile da quasi 28 milioni di americani, Trump ha scelto Rancic, affidandogli la supervisione del suo nuovo grattacielo in costruzione a Chicago.

L'emittente inglese Five ha colto nel segno brevettando e mandando in onda "Back to reality". Una sfida tra i migliori concorrenti dei reality show televisivi più popolari (da "Big Brother" a "Survivor", da "Pop idol" a "I'm a celebrity"). Un po' come se Pietro Taricone, Walter Nudo, Marco Predolin, Roberto da Crema e via dicendo si sfidassero a colpi di nomination. Alla fine, in Inghilterra, ha vinto James Hewitt, l'ex maggiore dell'esercito meglio noto per essere stato amante di Lady Diana. Il pubblico lo ha ricoperto di voti e lui si è messo in tasca altre 94mila sterline che, pare, abbia devoluto in beneficenza.

7  maggio  2004

  Barbara Del Pio
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Più reale di un reality 
Cenerentola is back
Si chiama "How clean is your house?", va in onda ogni mercoledì sera alle 20.30 su Channel 4 e tiene incollati al teleschermo milioni di inglesi. Protagoniste due signore di mezza età, Aggie MacKensis e Kim Woodburn, con un'unica missione: insegnare a fare le pulizie. Le due moderne Cenerentole bussano alla porta di un ignaro cittadino britannico (armate di scopa, detersivi e spazzole per il water), ispezionano la casa, scovano le magagne e poi, in diretta nazionale, danno al malcapitato lezioni di igiene. Il bello è che una decina di giorni dopo, sempre all'improvviso e sempre in diretta, tornano sul posto per verificare che la lezione sia servita.
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