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VIRUS SASSER 
L'esperto: «Un nemico insidioso»

«Chi si collega con Libero è al sicuro» parola di Mario Procopio responsabile Operation Server Farm & Networking di Libero.it

Il virus "Sasser" ha causato problemi a Libero.it e ai suoi utenti? Quali sono state le contromisure prese per bloccare il worm? Ne abbiamo parlato con Mario Procopio, responsabile delle Operations Server Farm & Networking di libero.it.

Cosa è successo a Libero.it durante l'attacco di "Sasser"? Si sono registrati picchi anomali di traffico?
Abbiamo riscontrato tantissimi tentativi di "infezione", ma tutto questo non ha in alcun modo influito sul normale funzionamento della rete e del portale.

Qual è stata la strategia adottata per bloccare il virus?
Abbiamo impostato dei filtri sugli apparati di rete per impedire il contagio e il diffondersi del virus da parte degli utenti che erano stati già contagiati.

Che cosa si sente di consigliare agli utenti di Libero.it per evitare il contagio?
L'utente che utilizza Xp può abilitare il personal firewall previsto nel sistema operativo. È una configurazione che Xp abilita automaticamente ogni volta che si crea una nuova connessione, per cui se l'utente non la disabilita, automaticamente la connessione è protetta. Altrimenti è consigliabile istallare sulla propria macchina un personal firewall qualunque...ce ne sono molti in circolazione.

Quali sono i danni provocati da questo worm?
"Sasser" riesce a entrare nei computer grazie a una vulnerabilità di Windows; contemporaneamente riesce a istallarsi come un servizio: tendenzialmente tutto questo rende meno stabile la macchina. Inoltre, istallandosi come servizio, abilita due porte tramite cui un malintenzionato può entrare nel pc per fare qualsiasi cosa. Dunque anche se in prima battuta "Sasser" non sembra fare troppi danni, in realtà predispone un ambiente pericoloso, pronto per un illecito utilizzo futuro. Mi spiego: una macchina con due porte aperte permette a chiunque di fare qualsiasi cosa (leggere la posta, entrare nel pc, vedere cosa hai, dati personali, codici di carte di credito ecc...).

...quindi il danno è molto più serio di quello che sembrava in apparenza?
È così. Sasser non formatta il pc però predispone la macchina affinchè possa essere utilizzata mediante un altro sistema, un altro software, un altro processo, per tutta una serie di attività. Ad esempio la macchina può essere utilizzata come "ponte": un malintenzionato può utilizzarla per compiere determinate attività illecite. Naturalmente è la macchina "ponte" a risultare responsabile di queste attività, non il vero malfattore.

Qual è a suo avviso lo scopo di chi scrive un worm di questo tipo?
A mio avviso, brutalmente, tutto questo serve a mettere in cattiva luce Microsoft e la sua vera o presunta vulnerabilità.

Libero.it è stato recentemente oggetto di attacchi?
Lo scorso anno, in agosto, c'è stata una rapida diffusione di "blaster", worm molto simile a questo. Anche in quella circostanza abbiamo reagito prontamente e abbiamo bloccato il problema sul nascere. Né noi come portale, né i nostri utenti ne hanno sofferto più di tanto.

Possiamo dire che chi naviga con Libero può stare tranquillo?
Assolutamente sì. Tra l'altro Libero.it collabora con Microsoft in una task force di sicurezza mondiale per garantire il massimo della protezione ai propri utenti.

4  maggio  2004

  Alessandro Gennari
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  sommario
Se lo conosci, lo eviti 
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La storia si ripete 
I padri dei virus 
Attacchi informatici
Quattro aziende italiane su dieci hanno subìto attacchi informatici; il 94 per cento delle imprese deve affrontare quotidianamente il problema dei virus; un ulteriore dieci per cento ha patito accessi non autorizzati ai dati aziendali. Sono i risultati di un'indagine compiuta su un campione di aziende italiane da Assosecurity - associazione nata lo scorso anno su iniziativa del Politecnico di Torino, Università degli studi di Torino, Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, Csi Piemonte, Cps Innovazione nelle Ict e Istituto Superiore Mario Boella. Lo scorso anno gli episodi incriminati hanno superato quota 137mila: ciascuno di essi ha coinvolto anche centinaia di siti Internet in contemporanea. I danni economici sono stati altrettanto rilevanti: la diffusione del virus informatico ''Love Bug'', ad esempio, ha causato alle imprese degli Stati Uniti perdite per 8,7 miliardi di dollari; l'84 per cento delle infezioni virali ha comportato mediamente la perdita di 20 giorni lavorativi e 10mila dollari di danni.
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