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BLOND POWER 
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Tutto sulle bionde

Il "blond power" esiste. Avete dubbi? Chiedetelo alle donne dello spettacolo

Biondo è raro: solo una persona su 20 è bionda naturale nel mondo, ma almeno una donna su tre dal Mediterraneo agli Usa si presenta con la chioma chiara, potenza delle tinte. Biondo è sexy: innegabile, non c'è bisogno di descrivere cosa evoca una capigliatura dorata. Biondo è giovane: da piccoli moltissimi bimbi hanno i capelli chiari, ma poi si scuriscono con la crescita. Biondo è potere: il "blond power" esiste, esserne stregati o meno è tutta un'altra storia. A dischiudere le porte dell'universo "bionditudine" ci ha pensato Joanna Pitman nel suo libro "Tutto sulle bionde" (editore Longanesi).

Vallo a spiegare a una castana cos'è la "bionditudine". O agli uomini che non sanno resistere a una capigliatura dorata. L'annosa disputa che contrappone i due generi femminili più diffusi («meglio bionde o more?») è sempre viva e destinata a non trovare via d'uscita. Gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more, si diceva un tempo. Ma ormai lo stereotipo della bionda-oca giuliva, tanto incarnato dalla diva Marilyn Monroe, sembra superato da un pezzo, e gli ultimi vent'anni del secolo da poco concluso hanno visto il trionfo di donne bionde e brillanti. Decisamente grintose e di personalità. A seppellire il mito della bionda senza cervello ci sono volute donne come la principessa Diana, affascinante e intelligentissima, o l'energica Sharon Stone in "Basic instinct", o la camaleontica rockstar Madonna, che negli anni '80 è diventata l'icona di una sensualità forte e decisa. Nulla più del cinema e del mondo dello spettacolo è tinto di biondo. Basti pensare alla frizzante Cameron Diaz, a Renée Zellweger, o alla regale Gwyneth Paltrow, o all'emergente Naomi Watts.

«Il biondo buca meglio il video», dicono da sempre gli esperti della telecamera. E così anche nel panorama delle star italiane tingersi di biondo è quasi un must, soprattutto sopra la trentina, quando il bruno inizia a indurire troppo i lineamenti. Difficile districarsi tra l'esercito di bionde della tv e del cinema nostrano. Va per la maggiore la chiarissima capigliatura alla Hunziker, che sceglie le chiome lunghe come la Marcuzzi (che però tempo fa tagliò i capelli e fu sonoramente bocciata dal pubblico) o la Marini, platinata da sempre. E chi si mantiene sul castano non può rinunciare a dare qualche colpo di luce qua e là per "illuminare" il volto davanti alle telecamere: ne è un esempio Simona Ventura, classica castana che cede ai colpi di sole. O Elisabetta Canalis, mora mediterranea che di recente si era presentata al pubblico con dei vaghi richiami al biondo.

Chi invece dal biondo si è spostata (o è tornata?) verso il castano, è stata presto bocciata dal pubblico. È successo qualche anno fa a Martina Stella, che diventò mora per il film "Amnesia", ma tornò ben presto chiara: il giudizio del pubblico era stato implacabile. Stessa sorte sta toccando all'altra Martina, la Colombari, che da quando ha i capelli corti e scuri - anche lei per esigenze di scena - ha perso parte dei suoi fan. Ma probabilmente la rivedremo presto chiara. Potete scommetterci.

27  aprile  2004

  Antonella Laudonia
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  sommario
Tutto sulle bionde 
Secoli e secoli di chiome dorate 
L'autrice
Joanna Pitman è docente di giapponese presso la Cambridge University, collabora con il Times, di cui è stata corrispondente da Tokyo per alcuni anni. Vive a Londra con la famiglia. Ovviamente è bionda.
Negli States
Secondo Marie Claire America il 40% di coloranti per capelli venduti negli Stati Uniti è di tonalità bionda. Soltanto il 19% delle americane ha i capelli biondi naturali.
Più mance
Il numero delle finte bionde è destinato ad aumentare: uno studio avrebbe dimostrato che le cameriere e bariste coi capelli lunghi e biondi guadagnano in mance il 20% in più rispetto alle loro colleghe brune. Lo ha rivelato tempo fa il Daily Star.
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