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Crash test: pagelle alla sicurezza Quanto ci proteggono le auto (e le moto) durante un incidente stradale? Come possiamo tutelarci? Abbiamo provato a dare qualche risposta
Il rumore sordo d'uno schianto. Sull'asfalto pezzi di plastica e lamiera sparpagliati, un tappeto di vetri in frantumi. E poi quell'odore misto d'olio, gomma, plastica, ferro, polvere che, anche se nessuno si è fatto male, è odore di morte. La scena di un incidente stradale è sempre la stessa: è disagio misto a sorpresa, preoccupazione, quando non dolore e disperazione.
D'istinto siamo portati a pensare che gli incidenti capitino sempre agli "altri". Il problema è che per gli altri, gli "altri" siamo noi.
Come ci difendiamo dagli incidenti? In due modi: con la sicurezza attiva e passiva. La prima riguarda i sistemi per evitare scontri, la seconda quelli per limitarne le conseguenze. Il 58,2% degli incidenti avviene per colpa dei conducenti: specie per disattenzione o imprudenza (non c'è scusa che tenga). Dunque il principale elemento di sicurezza attiva è viaggiare tenendo occhi e cervello sulla strada, magari collegati a una certa dose di buon senso. Accanto al fattore umano alla sicurezza attiva concorre il fattore meccanico: i veicoli, negli ultimi anni, hanno progredito molto nelle qualità dinamiche sostenuti da elettronica e ricerca (antibloccaggio dei freni, controlli di stabilità, assistenti di frenata, fari migliori, pneumatici più performanti ecc...). Tutto questo è stato sottolineato in lungo e in largo il 7 aprile in occasione della Giornata mondiale sulla Sicurezza stradale.
Ma noi qui ci occuperemo di sicurezza passiva: di come le nostre auto ci difendono dalle conseguenze degli urti (PAGINA 2) di come, con le "pagelle", orientarci nell'acquisto del mezzo (PAGINA 3), di cosa possiamo fare noi per tutelarci al volante (PAGINA 4), di cosa sapere per andare in moto (PAGINA 5).
Subito una premessa: nessuna auto è "sicura". Nessun veicolo offre cioè standard che garantiscano, poniamo, lesioni zero in caso di urto contro a un palo a 70 kmh. E non esistono al mondo metodi standard uguali ovunque per misurare il grado di resistenza di una vettura nel suo complesso e in ogni condizione. Esistono, al contrario, test europei (ECE), americani (FMVSS) e di altri Paesi che i veicoli devono superare per essere omologati nei rispettivi Stati: prove d'urto frontali, laterali, posteriori, contro pali e altre. E test per accessori singoli: come le omologazioni a norme Comunitarie (ECE) per le cinture di sicurezza, gli airbag, piuttosto che i seggiolini per bambini.
L'unico organismo internazionale che ha stilato vere e proprie classifiche sulla sicurezza delle auto è l'Euro NCAP (ne parliamo alle pagine2 e 3). Già, perché il compito di rendere più sicure le vetture spetta alle Case costruttrici che, va detto, hanno iniziato la ricerca e l'introduzione di nuovi sistemi molto prima che arrivassero le normative. Si pensi all'invenzione degli airbag, dell'Abs, dei sistemi di controllo della stabilità, dei telai ad assorbimento differenziato d'energia, dei sedili anti submarining (che cioè evitano che l'occupante scivoli sotto la cintura di sicurezza durante un impatto).
23
aprile
2004
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