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FILE SHARING 
I trucchi

Come scaricare meglio e più velocemente. Ma occhio agli spyware

Scaricare un file dalla rete non è complicato: la parte più difficile è trovarlo. La norma, generale, vale anche per la ricerca di file mediante il peer to peer.
La prima regola da seguire per chi vuole usare il P2P dunque è ovvia: ampliare al massimo le fonti su cui effettuare la propria ricerca. Tutti i programmi P2P permettono di aggiornare in un modo o in un altro i server su cui effettuare la ricerca: è necessario capirlo e agire di conseguenza. Nel caso di Winmx esiste un programma (Napigator), che amplia a dismisura il numero di server su cui effettuare le proprie query. Corollario di questa regola è la scelta della rete su cui effettuare le ricerche: andrà fatta, evidentemente, in base al materiale che stiamo cercando.

La seconda regola d'oro che ogni utente deve seguire durante una sessione P2P è quella del vigile urbano: il traffico (di byte) deve essere regolato in base alla strada (connessione) su cui si viaggia. In pratica parte della "banda" a nostra disposizione deve essere riservata alla condivisione dei file, parte al download. Tutto questo è possibile limitando la velocità massima di file in uscita, il numero massimo di utenti connessi al nostro computer in un determinato momento, il numero massimo di file che un utente può scaricare dal nostro pc e così via.

Regola numero 3: è opportuno, anche se rischioso, sfruttare i sistemi di chat previsti dai programmi P2P. Spesso un utente condivide solo in parte ciò che possiede: parlare con lui può aiutarci a trovare quello che stiamo cercando. È utile anche per "scalare" la coda degli utenti in attesa per download di file particolarmente richiesti: chi condivide un certo file è infatti in grado di privilegiare certi utenti nei confronti di altri.

Regola numero 4: concentrare le nostre ricerche sugli utenti con ampia banda a disposizione. Lo scambio sarà più agevole, la connessione quasi sicuramente permanente. In questo caso il consiglio è quello di "esplorare" i loro hard disk per individuare eventualmente altri file che possano interessarci.

Regola numero 5, l'anti-fake. Dopo aver iniziato il download di un file, è opportuno verificare che si tratti di quello che stavamo cercando: basta avviarne la riproduzione. Questo ci eviterà di scaricare un file di nome "Matrix" e scoprire dopo tre ore di download che si tratta della versione giapponese di "Guerre stellari". Nel 2001 per esempio un utente si divertiva a scambiare i brani dello Zecchino d'oro camuffandoli per canzoni del Festival di Sanremo.

Regola 5 bis: una volta verificato che il file è quello giusto, è opportuno cercare nuove fonti per il download dello stesso. Partendo dal file che stiamo scaricando, il programma P2P è in grado di riconoscere altre copie dello stesso file disponibili in rete a dispetto del nome assegnato. Ripetere la ricerca ogni 5-10 minuti è una buona abitudine: può darsi che nel frattempo si sia connesso qualcuno che possiede proprio quello che stiamo cercando.

Regola numero 6: indicizzare i propri file in maniera chiara, in modo tale da semplificare la vita a chi sta effettuando ricerche proprio come noi.

Regola numero 7: munirsi di un buon spyware e di un buon antivirus. Alcuni programmi P2P gratuiti "spiano" a fini commerciali i nostri movimenti in rete. Esistono numerosi programmi che annullanno questa fastidiosa limitazione della privacy: è opportuno installarne almeno uno.

Regola numero 8: evitare di usare programmi P2P in azienda. Per tre motivi: il primo è che lo scambio di file occupa banda e dunque "costa" in termini economici. Il secondo è che la rete P2P apre una falla sulla sicurezza della rete aziendale: qualche malintenzionato potrebbe approfittarne. Il terzo è che tutto ciò che accade in una rete aziendale è tracciabile, e può essere utilizzato contro il dipendente per dimostrare che non lavora.

Regola numero 9: massima attenzione alla parte dell'hard disk che condividiamo. Teoricamente possiamo mettere a disposizione dell'intera comunità mondiale anche tutto il nostro hard disk, dipende da quello che contiene. Spesso, per errore, qualcuno condivide anche documenti di lavoro, mail riservate e quant'altro.

Regola numero 10, fondamentale: ricordare sempre che la condivisione di file coperti da diritto d'autore è un illecito laddove non possediamo i diritti per farlo. I sistemi P2P tradizionali permettono di risalire a chi condivide un file in rete. Solo i sistemi P2P di terza generazione (Mute, Freenet) garantiscono l'anonimato completo.

9  aprile  2004

  Alessandro Gennari
  dalla rete
Nella giungla di Winmx Tutto sul famoso programma
File Sharing alla gogna
Il far west è finito News2000 intervista il ministro Urbani

  sommario
Alla scoperta del P2P 
I programmi 
I trucchi 
Il glossario del faidate 
Denuncia per Urbani all'Ue
È stata presentata alla Commissione europea una denuncia contro il decreto Urbani, sostenendo che il provvedimento sull'inasprimento della lotta alla pirateria cinematografica via internet viola la direttiva 98/34 sulla trasparenza. Lo si è appreso a Bruxelles da fonti che hanno preso visione della denuncia; vi si sostiene che «le norme nazionali sarebbero state adottate senza rispettare la procedura stabilita dalla direttiva 98/34 sulla trasparenza, che obbliga gli Stati a notificare i progetti delle regolamentazioni tecniche relative ai prodotti e ai servizi della società dell'informazione alla Commissione e agli altri Stati membri prima che queste siano adottate nelle legislazioni nazionali». L'esposto è stato presentato da ''un'associazione di settore'' Qualora fosse accertato che il Decreto Urbani abbia violato la direttiva sulla trasparenza, il decreto diventerebbe inapplicabile. Anche il Garante per la Privacy , Stefano Rodotà, ha espresso riserve sulla compatibilità della norma voluta dal ministro Urbani con la legge sulla riservatezza dei dati personali.
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