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GIOCO O PERVERSIONE? 
Porto fuori il cane (mi esibisco, guardo) e torno

L'ultima trasgressione sessuale viene da Oltremanica. Si scrive "dogging", si legge "sesso all'aria aperta con possibilità di esibirsi e/o farsi guardare". Le autorità sanitarie locali lanciano l'allarme e invitano, almeno, a usare precauzioni

"Londra - Regents Park: perfetto per il dogging, alcune zone sono troppo rumorose ma ci sono un paio di posti, vicino all'ingresso principale, ben appartati (c'è spazio per una o due macchine)". "Ciao, ho 32 anni e sto cercando coppie o donne che hanno voglia di giocare. Sarei felice di guardare o magari di fare qualcosa di più, sempre se volete".

Due annunci scelti a caso da uno dei tanti siti dedicati all'ultima tendenza in fatto di trasgressione: il dogging, appunto. Letteralmente, "portare fuori il cane". In pratica, il gioco consiste nel darsi appuntamento (da soli o in coppia) in un parco cittadino, nella piazzola di sosta di una strada provinciale o nel parcheggio di un supermercato. Rigorosamente al buio. A questo punto, qualunque sia il luogo prescelto, scatta un semplicissimo gioco di ruolo.

Se si è in coppia, ci si accomoda in macchina, si lancia un segnale in codice (luce accesa uguale "puoi guardare", finestrino abbassato uguale "puoi unirti a noi"), si lascia qualche minuto allo spettatore per scegliere la prospettiva migliore o al nuovo arrivato per sistemarsi nel sedile posteriore. Poi si dà inizio alla performance. Seconda opzione: il "dogger single" raggiunge il luogo concordato e aspetta che il suo compagno di trasgressione si unisca a lui (qui si torna al punto di partenza: si gioca in due o, se ci sono, si coinvolgono anche gli altri partecipanti, attori o spettatori). Terza opzione: il voyeur si apposta nell'angolo stabilito, aspetta il via libera dei protagonisti e si gode lo spettacolo.

C'è chi preferisce semplicemente etichettarlo come "sesso all'aria aperta", chi si limita a far notare che gli inglesi hanno scoperto l'acqua calda e chi tiene a chiarire che il dogging, almeno in Inghilterra, non è reato (se ci si esibisce in un luogo appartato e se si guarda col benestare del guardato). Tutto questo, stando alle cronache ufficiali, succede negli anfratti del Regno Unito. Altrove, in realtà succede da sempre. Probabilmente la differenza sta nel fatto che, da quelle parti, la consuetudine è diventata una moda, i protagonisti si sono dati delle regole e il fenomeno ha raggiunto proporzioni tali da indurre le autorità sanitarie locali a uscire allo scoperto.

«Non stiamo qui a dare giudizi morali né a dire alla gente come deve comportarsi - ha spiegato il dottor Mathi Chandrakumar, direttore della protezione sanitaria del Kent - Quello che ci preme dire è che avere rapporti sessuali senza protezione con sconosciuti è rischioso». Per questo, sui siti frequentati dai doggers, insieme alle dritte sui posti migliori per esibirsi o guardare, compaiono inviti alla prudenza e a utilizzare le debite precauzioni.

Dal feticismo al bondage
Trasgressione e perversione (il parere dell'esperto)

23  marzo  2004

  Barbara Del Pio
  dalla rete
Nudi all'aria aperta Gli scatti di Spencer Tunik
Da non confondere Nudismo non è sesso all'aperto
Tette famose Quando il nudo è vip

  sommario
Porto fuori il cane (mi esibisco, guardo) e torno 
La lunga storia delle trasgressioni 
Quando il gioco si fa perverso 
In Italia
Una sentenza della Cassazione, lo scorso ottobre, ha stabilito che fare sesso in auto è reato sempre, anche al buio e in un posto isolato. A meno che non si oscurino i vetri. «L'antigiuridicità penale dei comportamenti osceni all'interno di un'autovettura in sosta lungo la pubblica via (o in un pubblico parcheggio) - hanno spiegato i magistrati - non è esclusa dal fatto che essi vengano compiuti in ora notturna o in luogo non frequentato, in quanto siffatte circostanze non eliminano in modo assoluto la possibilità che gli atti osceni siano percepiti da occasionali passanti, a meno che l'autore del fatto non abbia adottato specifiche cautele, come l'appannamento o la copertura dei vetri della macchina».
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