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Le eroine si spogliano 
Quando sesso rimava
con sangue

Jacula, Zora, Sukia, Lucifera: le sexy eroine di un tempo sono roba da collezionisti. O no? In America c'è chi scommette sul loro ritorno

Altro che manga, eroine che puoi spogliare al computer e sesso cibernetico più o meno mascherato: il patrimonio iconografico-erotico degli ultratrentenni di oggi ha ben altre radici che si perdono nei giornaletti passati di mano in mano sotto i banchi, nelle pagine strappate e infilate nei diari o in mezzo ai libri di scuola. Chi non ricorda Jacula, Sukia, Lucifera, Zora le eroine degli anni Settanta e Ottanta che occhieggivano sempre da un lato dell'edicola con procaci fanciulle nelle copertine a colori vivaci sotto titoli violenti e morbosi?

Forse più di una generazione si è nutrita in maniera più o meno occulta di quei fumetti "proibiti" dove finalmente si arrivava al "dunque" e poco veniva lasciato all'immaginazione e anche se il disegno era essenziale, rigorosomente in bianco e nero. Costavano poco ed erano un mix di horror ed erotismo molto in voga in quegli anni anche al cinema. Le avventure di queste vampire assetate di sangue e di sesso erano al limite del truculento e hanno contribuito non poco a infondere il gusto per le scene "estreme", sadiche e sadomasochistiche. Elementi che troviamo ora ben rappresentati nei prodotti pornografici.

La prima a venire alla luce in Italia, è Jacula, con l'ambizione di ripetere situazioni (e successo) di un mito del pubblico americano: Vampirella. È il 1969 e la casa editrice Ediperiodici (in seguito Edifumetto) inaugura un filone che avrà fortuna fino a metà degli anni Ottanta. La procace vampira bionda passa da un letto a un altro, ma disegni e situazioni sono ancora contenuti, ciò che non si vede s'mmagina. Diverso il discorso con Zora la vampira, che nasce qualche anno più tardi per mano di Balzano Biraghi da un'idea di Giuseppe Pederiali. Qui si pesca a man bassa nella letteratura gotica e dell'orrore, ma il sesso e il sangue sono il piatto forte. Con Jacula, Zora rappresenta uno dei fumetti di maggiore successo uscendo persino con un centinaio di ristampe.

Il "crescendo" erotico si concretizza in Sukia, una vampira esplicitamente porno che somiglia come una goccia d'acqua a Ornella Muti. Uscirà in 15 albi fino al 1986. I collezionisti e gli appassionati del settore che ora si trovano e scambiano i numeri su internet non possono che sperare in ritorno del filone horror-erotico-vampiresco. Qualche speranza ce l'hanno, negli Usa è ricominciata una vasta produzione a fumetti ispirata proprio alle vampire: chissà se Vamps, Purgatory, Vampire Bites riusciranno a trovare uno spazio tra i prodotti giapponesi e le sexy eroine virtuali che vanno per la maggiore oggi.

10  febbraio  2004

  Andrea Muti
  dalla rete
Tutto su Jacula La passione di un Digilander
Horror e sesso Un fenomeno non solo italiano
Zora A caccia delle tavole originali

  sommario
Quando sesso rimava
con sangue
 
Manga come uno tsunami 
Lara Croft e le sue eredi 
IL SONDAGGIO
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Il padre
di Jacula
Anche Jacula ha un padre: si chiamava Giorgio Cambiotti ed è morto all'inizio di quest'anno a 72 anni. Cambiotti era il disegnatore e l'ideatore della fortunata serie. Il successo di Cambiotti e del suo personaggio non si fermò in Italia. Anche in Francia e in Germania le sue store erotiche, un misto di satanismo, necrofilia, perversione, sono state pubblicate a lungo.
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