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Mamme con la valigia In viaggio verso Svizzera, Albania e Slovenia per realizzare il sogno di diventare genitori
Turismo procreativo: è così che i detrattori della nuova legge sulla fecondazione hanno chiamato i viaggi della speranza degli aspiranti genitori con problemi riproduttivi. Tanti e destinati a diventare sempre di più se il ddl in discussione dovesse arrivare il sì definitivo della Camera. A meno di due mesi dall'approvazione del testo al Senato, il calo delle richieste interne è stato del 25%, contro un aumento del 10% delle coppie che si rivolgono all'estero. Coppie che possono permetterselo, naturalmente.
E mentre in Italia fervevano le prime discussioni sui nuovi limiti, l'Albania annunciava le sue prime 14 gravidanze ''in vitro''. Orion Gliozheni, il medico che sin dal 2000 propose senza successo alle autorità di autorizzare la fecondazione artificiale, forte della legge approvata solo lo scorso anno dal parlamento albanese, ha finalmente realizzato il suo sogno, sia pure all'interno di una clinica privata e non nella struttura pubblica. «Abbiamo tentato la fecondazione su 36 donne - ha raccontato in un'intervista al quotidiano Gazeta Shqiptare - e la fecondazione è riuscita su 16, anche se in due casi si è verificato un aborto naturale non collegabile alle nostre procedure».
Le 14 gestanti attendono di partorire nei prossimi mesi: «Le gravidanze procedono senza problemi - sostiene il dottor Gloxhieni - e siamo particolarmente soddisfatti perché a fronte di un 30% di successi riscontrato in Europa, qui in Albania abbiamo raggiunto il 40%». «Nella nostra clinica siamo pronti ad accogliere anche donne straniere» dice il medico, pensando sicuramente a quelle donne italiane che ora potrebbero incontrare maggiori difficoltà a causa della legislazione più restrittiva. «Qui da noi il processo di fecondazione artificiale costa molto meno che negli altri paesi - conclude -. La parcella per una fecondazione in vitro in Albania si aggira intorno ai 2mila euro».
Non è ardito pensare che uno spot del genere porterà presto i suoi frutti, ma c'è qualcuno che più che alla convenienza pensa alla comodità. È il caso delle coppie che scelgono la Slovenia: la clinica Sempeter di Nuova Gorica sorge ad appena 50 metri dal confine di Gorizia e ha visto la sua lista d’attesa raddoppiata nel giro di un mese. Le richieste di trattamento da parte di coppie italiane vengono soprattutto dal Nord-Est: anche in questo caso i costi medi dei trattamenti - promette la struttura slovena - sono del 20% più convenienti che in Italia. Altra meta dei viaggi dellla speranza, la vicina Svizzera: qui le richieste italiane sono lievitate nell'ultimo mese e mezzo di circa il 50%.
Il giro di "affari" e il "business" che ne deriva, per quanto triste sia usare questi termine, è presto detto. In Italia le coppie non fertili sono circa 50mila, un quinto di quelle che cercano attivamente un figlio; il 40% degli aspiranti genitori con difficoltà procreative ricorre alle varie tecniche di fecondazione assistita; un bambino su 100 nasce in provetta; quattro mesi l'attesa nel settore privato per un intervento, sei mesi in quello pubblico, per un costo medio che va dai 3mila ai 10mila euro nei centri non convenzionati.
30
gennaio
2004
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