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Vita di coppia: la solita zuppa? Come tener sempre vivo il rapporto
La vita a due non è un "qualcosa" che va bene solo perché due persone si amano: è un processo molto più complesso, che interessa i due partner e che richiede un continuo investimento in energie. Questo è un grande problema a cui la coppia va incontro quando, passata la prima fase di innamoramento e di grande coinvolgimento, subentra la routine e le energie vengono più spesso indirizzate al di fuori del rapporto tra i due.
Su come far andare bene le cose, sui problemi che le persone possono avere insieme e sui dubbi che ciascuno si porta dentro, non c'è giorno che non venga pubblicato un articolo, non se ne parli in tv o alla radio, o più semplicemente non si chieda consiglio all'amica/o del cuore o all'esperto del gruppo. Ciò nonostante le difficoltà sono all'ordine del giorno: è oramai difficile sentire, fatto salvo il primo periodo del rapporto, che le cose vanno proprio bene. Allora qualcosa non funziona. Troppa sicurezza, poca voglia di far fatica, la presunzione di farcela da soli, sono solo alcuni degli errori in cui più facilmente si cade. Ecco perché bisogna ogni volta riprendere l'analisi del rapporto dall'inizio e svilupparla poco alla volta cercando di guardare cosa c'è di buono e da lì ripartire per riappropriarsi delle situazioni che tendono a sfuggire di mano. Ripensare con attenzione ai vari aspetti che contraddistinguono la vita intima di due persone può aiutare a trovare il bandolo della matassa.
Ecco perché News2000 ha deciso di seguire e riportare, per sommi capi, quanto presentato a "Intimità e sessualità nella coppia", seminario di 5 giorni di perfezionamento per psicoterapeuti svoltosi a Zurigo a metà gennaio sotto la guida di Carole Gammer, psicoterapeuta americana che da vent’anni opera in Europa.
Prima di entrare nel vivo dei lavori la Gammer ha sottolineato come la vita di una coppia si scontra, spesso, con il peso che alcuni miti, pregiudizi che appartengono alla nostra cultura, hanno sulla nostra esistenza. Ce ne sono alcuni capaci di condizionare in modo pesante le dinamiche di relazione esistenti tra i due partner fino a generare gravi distorsioni nel rapporto.
È stato per esempio citato il mito che: "Il sesso è buono solamente se c'è un orgasmo". Ecco allora che l'orgasmo diventa il metro di misura, tanto che molte donne e anche alcuni uomini, fanno finta di averne uno per paura di un giudizio negativo. Piacere, complicità e armonia diventano quindi valori secondari la cui presenza non è fondamentale.
Altro esempio, citato dalla Gammer su come i miti possono condizionare le nostre azioni, è: "Un buon sesso è spontaneo, non si deve progettarlo o parlarne". In realtà la vita è troppo piena di incombenze per cui bisogna, con coscienza, dedicare spazi e tempo a sesso e gioia, perché non restino schiacciati dal tran-tran di tutti i giorni. Un modo per farlo di più e meglio e è riservargli attenzione: per questo è necessario parlare di sesso e progettarlo.
"I veri uomini non hanno problemi sessuali". In questo caso il mito determina una distorsione sulla coscienza della persona: per gli uomini insicurezze e problemi sessuali sembrano non esistere. Questa è la conseguenza diretta di una certa visione della mascolinità e del tipo di richieste che la nostra società fa agli uomini. Invece: uomini e donne hanno uguali quantità di problemi, ma tanti uomini hanno, in più, il problema che non possono accettare un aiuto.
Sui temi trattati in questo speciale hai la possibilità di esprimere il tuo parere all'interno del FORUM "Vita di coppia: la solita zuppa?".
27
gennaio
2004
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