Libero Community Blog Video News Mail Search ADSL & Internet
  Cerca le notizie    nel web 
  Mattutino | Newsletter   Meteo 
 
   le nuove news
   come eravamo
   editoriali
   webmagazine
   speciali
   noi2000
   gossip
   internet life
   newsletter

ANNI OTTANTA 
Quel che resta degli anni Ottanta

Quando i ricordi ti fanno venir voglia di cantare

Succede quasi sempre. Quando passa più di un decennio e ci si volta a guardare indietro, un velo di nostalgia torna a scaldarci il cuore. Sarà perché i ricordi sono birichini e si divertono a rincorrersi nei meandri della mente, facendoci sorridere a una canzone, un vestito, una macchina, un vecchio giocattolo. È con questo spirito che abbiamo intrapreso un viaggio in due puntate (la prima, questa, pubblicata il 2 gennaio; la seconda il 6 gennaio) alla ricerca di quello che è rimasto degli Anni Ottanta. Si parte da musica e canzoni (questa pagina) e si continua il percorso attraverso la moda, i programmi televisivi del decennio, le auto e le moto che spopolarono, il calcio con i Mondiali 1982. Nella seconda parte ricorderemo giocattoli e merendine, i film trash e cult, Paninari-Punk, fauna varia e i fatti salienti di cronaca di quei due lustri.

Qui si parla di canzoni dunque, vecchi brani sepolti nella memoria e riaffiorati, quasi per caso, per gioco.

Canzoni che ci hanno accompagnati tra i banchi di scuola, quando dovevi scegliere da quale parte stare: o Duran Duran o Spandau Ballet, che se poi ti piacevano gli Wham! allora erano affari tuoi. Erano gli anni degli A-Ha con "Take On Me", dell’italianissimo Mike Francis con "Survivor", ma anche quelli di David Bowie & Pat Metheny con "This Is Not America" e dei Depeche Mode con "Strangelove". Un decennio di musica che ci ha lasciato molto. Non solo canzonette, come "You Spin' Me Round" dei Dead Or Alive o "Moonlight Shadow" di Mike Oldfield.

Prendendo a prestito il titolo di una canzone di Raf ("Cosa resterà degli anni Ottanta?") si può provare a tirare le somme. In pochi forse ricorderanno i Marillion, precursori del revival inglese del rock progressivo. Il nome originario del gruppo era Smarillion, preso da un libro di J.R.R. Tolkien. Altri invece si chiederanno chi è Manuel Stefano Carry, in arte Den Harrow, americano di Boston, che ha raggiunto le vette della classifica con "Day by Day". Qualcuno avrà presente invece la voce in falsetto di Jimmy Somerville, un altro grande autore di musica pop e elettropop o bravissimi Tear for fears con "Shout".

Ma in molti, moltissimi avranno stampate nella mente le canzoni di alcuni dei più grandi artisti della storia del rock. Sì perché negli anni Ottanta c'erano i Rem di Michael Stipe consacrati solo successivamente al grande pubblico con Loosing My religion, e c'era l'urlo amaro dei Nirvana, strozzato (negli anni Novanta) nel colpo di fucile con sui si è ucciso il leader Kurt Cobain. Erano gli anni, scusate se è poco, con cui Bruce Springsteen, sbarcava in Italia con il suo "Born in the Usa" e di quelli che facevano di "Sunday blody Sunday" degli U2 un inno generazionale.

A voler guardare, invece, la musica di casa nostra non c’è molto da stare allegri. Qualche nome? Toto Cutugno, "Solo noi", vincitore di Sanremo nel 1980, Riccardo Fogli, "Storie di tutti i giorni" Sanremo 1982, Dario Baldan Bembo "L'amico è". Anche se – diciamola tutta – nel 1986 Sanremo regala alla musica del Belpaese, un allora giovanissimo Eros Ramazzotti, la grande voce di Fiorella Mannoia, il rock di Vasco Rossi, ed uno sbarbato Jovanotti.

Ecco, dunque, cosa resterà degli anni Ottanta, questo e tantissimo altro che qui per motivi di spazio non è stato possibile citare. Comunque musica, buona o cattiva che sia, che ci fa sorridere e ricordare, che manderà in tilt la nostra memoria ogni volta che a Trivial Pursuit troveremo domande del tipo «Chi fu il vincitore del Festival di Sanremo nel 1985?»

Una volta scorta la risposta i vostri occhi diventeranno vitrei e nonostante i ripetuti spasmi di stomaco, vi verrà voglia di cantare parola per parola, tra lo stupore generale degli amici che vi hanno sempre creduto un cultore della musica: «Se m'innamoro/se mi innamoro/se m'innamoro/sarà di te».

2  gennaio  2004

  Claudia Di Meo
  dalla rete
Gli anni '70 Una carrellata di ricordi del passato
L'enciclopedia Le epoche storiche, gli stili, gli artisti, tutto nella rete
Il meglio della musica online Tutti i successi sul canale di Libero

  sommario
Quel che resta degli anni Ottanta 
Ottanta voglia di moda 
Va ora in onda la concorrenza 
Quando per strada girava l'Arna 
Campioni per sempre 
E c'erano gli anni '70
Gli anni Settanta sono un po' come li descrive Francesco Guccini nella canzone dedicata a Che Guevara: «Anni fatati di miti cantanti e contestazioni». Ma più di tutto sono anni in cui la musica comincia a dividersi in mille rivoli differenti. Nascono così le sperimentazioni, l'elettronica, la disco music, il funky, il progressive, il glam rock, il punk. Insomma difficile ritrovare negli artisti degli anni Ottanta il fervore artistico e creativo dei Settanta. Qualche esempio? Frank Zappa abbozza i primi tentativi di fusione tra il jazz e il rock, ci sono le grida sfacciate dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, la musica psichedelica dei Pink Floyd e la New Age di Brian Eno. Insomma il prosieguo naturale dei favolosi anni Sessanta.
© ITALIAONLINE 2016 - P. IVA 11352961004 -  Pubblicità  - Aiuto  - Info  - Condizioni d'uso  - Privacy  - Libero Easy