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Scatta l'oroscopomania Ne sono "afflitti" sei italiani su dieci
Dicembre, tempo di feste e doni, ma anche tempo di bilanci e aspettative. E come ogni anno scatta l'oroscopomania. Sei italiani su dieci credono negli astri, nei cornetti e nel malocchio, anche se gli esperti del settore non gradiscono l'abbinamento astrologia/superstizione, ritenendo che quella dello zodiaco sia una scienza esatta, o quasi.
A sorpresa, i più scaramantici sono i manager, che battono casalinghe e pensionati. Nella classifica delle città più affezionate alla tradizione dell'oroscopo la capitale è Milano, mentre Napoli viene battuta nientemeno che da Treviso. La cosa più importante, poi, quella di cui tutti chiedono notizie, non è l'amore e neanche la salute, ma il denaro. L'astrologo, insomma, fa le veci del commercialista. Questo il risultato di un'indagine condotta su 785 italiani di età compresa tra i 24 e i 55 anni.
Sono in molti a credere che gli astri influiscano sugli aspetti della vita (58%), in pratica sei su dieci. Tra questi al primo posto ci sono appunto i manager. Il 16% di essi dichiara di essere molto superstizioso, il 43% abbastanza. Tra le casalinghe, invece, una su tre ha affermato di non credere per nulla ad astri e previsioni. Tuttavia le donne continuano a essere le più attente alle evoluzioni degli astri: il 56% di esse dichiara di leggere sempre l'oroscopo, ma gli uomini non sono da meno e minacciano il primato femminile, poiché il 49% consulta gli astri tutti i giorni.
Gli italiani si riconfermano comunque popolo di superstiziosi. Sono molte le persone che prima di prendere una decisione importante si affidano a riti scaramantici o ai consigli di maghi e cartomanti. In particolare il 42% prima di affrontare una situazione cruciale ripete sempre le stesse azioni. Il 21% degli italiani ha poi dichiarato che prima di fare un affare o un acquisto importante è meglio chiedere consiglio a un astrologo o a un cartomante piuttosto che al consulente finanziario o al commercialista.
27
dicembre
2002
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