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Sogno di ragazza 
La carica delle "ine"

Centinaia di migliaia di ragazze sognano di diventare Veline, Letterine o Microfonine, ma la loro strada è tutta in salita

Sono giovani, belle e tutte con un sogno ben preciso nel cassetto: sfondare in televisione magari aggiudicandosi un posto da velina, schedina, letterina, microfonica, postina e biscardina. Si nutrono di palestra, casting, provini, concorsi di bellezza e servizi fotografici nella speranza di essere notate e reclutate da qualche regista o agente per una particina nella striscia, nel quiz e nello spettacolo di turno. I modelli da copiare: la signora del pallone Simona Ventura, la iena Alessia Marcuzzi, Ilary Blasi, Silvia Toffanin, Roberta Lanfranchi ed Elisabetta Canalis. Tutte ex vallette, letterine e veline riuscite non solo ad acchiappare la celebrità, ma anche in un'impresa alquanto più ardua: quella di durare più di una stagione, magari anche aggiudicandosi la conduzione di un programma tutto loro.

Un sogno quello di diventare soubrettina che sfiora ogni anno centinaia di migliaia di ragazze italiane tanto da far dire a monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, che aspirare a fare la "velina", termine lanciato dalla trasmissione "Striscia la notizia" ed entrato ora a pieno titolo nello Zingarelli 2004 (vedi box a lato), rientra nei nuovi peccati del Terzo millennio insieme alla pratica del piercing, dei tatuaggi e del lifting.

Un "mestiere" quello delle "ine" sempre più alla portata delle ragazze della porta accanto con il proliferare e il moltiplicarsi delle trasmissioni in cui vengono utilizzate. E che ha visto la selezione delle stesse veline per l'edizione 2002 di "Striscia la notizia" trasformarsi essa stessa in un concorso dai picchi di ascolto imprevedibili.

Ad affascinare, la facile notorietà, sfrutto di quei 30 secondi di celebrità trascorsi a dimenarsi in abiti succinti davanti all'occhio della telecamera, e la convinzione di diventare ricche e famose. In poche parole, di entrare nella folta schiera dei very important person. Ma se le candidate sono migliaia, non altrettante sono le giovani che riescono a trasformare questo sogno in realtà.

Superato lo primo scoglio, aggiudicarsi un posto in tv, bisogna darsi da fare per mantenere fama e successo. Difficile resistere, rimanere a galla e sulla cresta dell'onda sfruttando una popolarità che può essere tanto veloce quanto fugace. Basta pensare che su 25 ragazze che hanno calcato il bancone del Gabibbo solo 7 sono diventate famose.

Le loro storie, non sempre a lieto fine, in un saggio di Candida Morvillo intitolato La repubblica delle veline - Vita, vezzi e vizi delle ragazze della tivù dagli Anni '50 ai giorni nostri (Rizzoli, 263 pagine, 12 euro), per far luce su questo mondo riluttante e fantasmagorico, ma anche duro e faticoso fatto di mamme ambiziose, fidanzati compiacenti, amanti occasionali e chirurghi plastici. Il tutto senza esclusione di colpi bassi e proposte indecenti.

9  dicembre  2003

  Marcella Gaudina
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  sommario
La carica delle "ine" 
Vita da soubrette 
Vocabolario
«Giovane valletta televisiva che si esibisce in abiti succinti nel corso di una trasmissione». È questa la definizione che dà di Velina l'edizione 2004 dello Zingarelli. Ma questa è solo una delle seicento nuove parole che vanno ad arricchire la nuova edizione del vocabolario della lingua italiana più diffuso, che registra per la prima volta, ad esempio, termini come "gattaro", "baby gang", "audioguida", "onusiano", "testamento biologico", "virus mentale", "cococo", "dare buca" e "blog". Il termine Velina insieme a "girotondino", "papaboy", "no global" e "gay pride" sono entrati a pieno titolo anche nel nuovo vocabolario edito dall'istituto della Enciclopedia Italiana, il Treccani.
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