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EURO-DOLLARO 
In vacanza col supereuro

Quest'anno boom di italiani in mete tradizionalmente care come New York e gli Stati Uniti. Anche i Paesi nell'area di influenza della moneta Usa diventano più convenienti

Per chi ha deciso di trascorrere le vacanze natalizie negli States, magari all'ombra della Statua della Libertà, questo sembra davvero l'anno giusto. Con l'euro che continua la sua corsa sul dollaro, raggiungendo livelli record (oggi il cambio euro dollaro è 1,2075, ndr), destinazioni come l'America e i Paesi dell'area di influenza della moneta statunitense diventano decisamente più convenienti rispetto a come eravamo abituati. E allettanti per i nostri turisti. Soprattutto in mete tradizionalmente care come New York, quest'anno sarà boom di italiani, decisi a far incetta di capi firmati tra la Quinta Strada e la Madison Avenue, cuore dello shopping di lusso. Grazie al cambio vantaggioso, infatti, sarà possibile acquistare vestiti e oggetti griffati, anche di case italiane, a costi più vantaggiosi che a casa propria.

«Per queste vacanze natalizie - spiegano dal Jolly Hotel Madison Towers, punto di riferimento per la clientela italiana a New York - avremo l'80% di clienti in arrivo dall'Italia. Finora, specialmente negli ultimi due anni, abbiamo lavorato più con gli americani ma adesso che New York sta ritornando sicura l'afflusso dal Vecchio Continente tornerà a farsi sentire. Anche grazie all'Euro».

Ma va detto che gli italiani che stanno per preparare le valigie per andare Oltreoceano questo Natale, sono comunque poca cosa rispetto alla gran parte che rimarrà entro i confini nazionali. Degli otto milioni o poco meno di connazionali che si muoveranno per le prossime festività (in aumento del 14% rispetto allo scorso anno), l'80% resterà a godersi le bellezze dello Stivale, secondo i risultati emersi da un'indagine condotta dalla Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo). Sarà la montagna a fare la parte del leone tra chi resta in Italia, scelta da circa la metà dei vacanzieri, con una netta preferenza per le Alpi. Il 30% degli italiani sceglierà, invece, le città d'arte, mentre il 20% preferirà gli agriturismo e i centri di benessere.

Per quanto riguarda l'estero, l'Europa riamane sempre la meta più ambita, soprattutto per le vacanze brevi nelle capitali come Parigi, Vienna, Praga, Madrid e Berlino, tutte mete rese ancora più "comode" dalla moneta unica. La principale destinazione di media distanza è, sempre secondo la Fiavet, il Mar Rosso; Cuba, Repubblica Domenicana, Jamaica, Messico e Stati Uniti sono invece le destinazioni preferite sul lungo raggio, proprio grazie all'apprezzamento dell'euro sul dollaro.

Anche nel settore dell'incoming (gli arrivi di stranieri nel nostro Paese), si fa sentire il problema della competitività di prezzo della nostra offerta turistica, soprattutto nei confronti di viaggiatori provenienti dagli Usa e dal Giappone, che in questo momento con l'euro forte trovano poco allettante venire in vacanza in Italia come accadeva in passato. Confermando le tendenze manifestatesi nel corso dell'anno, buoni dovrebbero essere gli arrivi di spagnoli, britannici, scandinavi e dei turisti provenienti dall'Europa dell'Est. Sempre in flessione tedeschi e americani, mentre qualche segnale di ripresa emerge per quanto riguarda i turisti provenienti dall'Oriente. Giapponesi e soprattutto Cinesi su tutti.

5  dicembre  2003

  Antonella Laudonia
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  sommario
In vacanza col supereuro 
Meno inflazione, meno export 
Outgoing batte incoming
Nel Bel Paese la propensione all'outgoing è di gran lunga superiore all'incoming, il cui saldo valutario dei primi otto mesi, secondo il Touring Club, quest'anno registra un calo di quasi il 12%. I flussi di arrivo dagli Usa, in particolare, bassissimi nel primo semestre del 2003, si sono ora assestati attorno a un calo del 2% e dovrebbero migliorare nel corso del 2004. «La ripresa Usa - dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi-Confturismo - ha portato a un aumento di prenotazioni per il prossimo anno, specialmente da parte del Nord America.
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