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SPECIALE MODA - ESTATE 04 
Attacco alla moda italiana

Cheap ma trendy: questa la ricetta di Zara, H&M e Mango, colossi stranieri di abbigliamento sbarcati nello Stivale forti di capi sempre nuovi ed economici

L'invasione è partita un anno e mezzo fa quando Zara, catena d'abbigliamento spagnola conosciuta in tutto il mondo per i suoi abiti economici e sempre all'ultimo grido, è sbarcata a Milano, primo avamposto della moda italiana. Ma l'assalto alle storiche griffe in aria di crisi è ripreso ora, a Milano dove, in concomitanza con le sfilate che calamitano nel Paese il meglio del fashion, si sono affrettati ad aprire i battenti altri colossi internazionali del prezzo basso come H&M e Mango. E le maison vecchio stile iniziano a tremare.

L'"Ikea dell'abbigliamento'' (così è stato subito ribattezzato H&M) ha preso il posto di quello che era il mitico negozio "Fiorucci", in corso Vittorio Emanuele a Milano, a pochi metri di distanza dal diretto concorrente Zara. Il gruppo svedese di abbigliamento, con oltre 900 punti vendita in 16 Paesi, ha inaugurato il suo primo megastore italiano di 1500 metri quadrati lo scorso 19 settembre, preceduto da un grande party. Le cifre del business fanno impressione: 5,8 miliardi di euro di fatturato per H&M, e 3,9 miliardi di euro all'anno per Zara.

L'ultima insidia per il sistema fashion italiano, proprio nel cuore di Milano, porta il nome di Mango, un altro megastore spagnolo che ha appena aperto in via Torino, a due passi dal Duomo. Settecento metri quadrati per un gruppo che è presente in 70 Paesi con i suoi 658 negozi, che in tutto il mondo seguono la filosofia dei flash e dei continui ricambi di collezioni. Perché la logica di business proposta da tutte queste catene d'abbigliamento è per lo più la stessa: prezzi bassi (soprattutto se paragonati alla media dei negozi di abbigliamento italiani), articoli sempre freschi, con tempi di produzione rapidi, in linea con le ultime tendenze. Ed è grazie a questa ricetta che i loro punti vendita in tutto il mondo sono letteralmente presi d'assalto.

Mentre invece i nostri grandi sarti, da Gucci a Prada, a Dolce & Gabbana erigono palazzi e spazi sempre più fastosi in cui però risuona un silenzio disarmante. Quello dei negozi sempre più vuoti e senza casse che trillano di continuo.

29  settembre  2003

  Antonella Laudonia
  dalla rete
H&M Il colosso svedese appena sbarcato in Italia
Zara Il gruppo spagnolo: il primo ad arrivare
Mango Abiti economici e di tendenza: da poco a Milano

  sommario
Mai più senza 
Tutti pazzi per... 
Ma che moda è? 
La moda che verrà 
Il prossimo guardaroba 
Gossip e feste 
La moda accende Milano.
E le speranze di ripresa
 
Tanga, addio. Largo
alla culotte
 
L'Arcuri torna in passerella 
Beachwear: sì ai colori
e ai dettagli preziosi
 
Attacco alla moda italiana 
Città della moda
Forse questa è davvero la volta buona: partiranno nel 2004 le prime ruspe che porteranno alla creazione a Milano della "città della moda", in zona Garibaldi. Ad assicurarlo è l'assessore alla Moda, Turismo, Eventi del Comune, Giovanni Bozzetti, in occasione della presentazione delle sfilate primavera - estate '04. «La creazione della città della moda, in realtà vero e proprio centro polifunzionale attivo 365 giorni all'anno, è uno dei principali obiettivi di questa amministrazione - ha confermato Bozzetti -, è un progetto enorme, riguarda un'area grandissima ed è molto complesso: ma le procedure urbanistiche sono state completate, è stato avviato il concorso per i progetti e l'inizio dei lavori è previsto per l'anno prossimo».
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