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Una regione telematica
Il computer per combattere l'isolamento dovuto alla carenza di una efficiente rete viaria
dal nostro inviato
Qualche anno fa era la regione più povera d'Italia, fra le meno avanzate del sud, ma negli ultimi anni la Basilicata è riuscita ad affrancarsi da questa immagine. Oggi può essere definita una delle regioni più tecnologiche d'Italia grazie alla lungimiranza di un piano partito nel 1998: Basitel, co-finanziato dall'Unione europea e dalla Regione.
Mettere in rete tutta la pubblica amministrazione regionale, consentire agli enti di comunicare in tempo reale, permettere ai cittadini di rapportarsi con le istituzioni, richiedendo, direttamente da casa propria tramite un pc, certificati, documenti, prenotazioni. Ma non solo: formare i giovani all'utilizzo delle nuove tecnologie, creare occupazione e aprire nuove strade nell'economia della regione. Questi in sintesi gli obiettivi in parte già raggiunti da Basitel, soprattutto grazie a un progetto di informatizzazione capillare: sia degli enti pubblici che dei cittadini.
La rete regionale collega alla velocità di 34 megabit al secondo i principali nodi e a 2 megabit le diramazioni con una copertura del 100% del territorio. Sono connessi in rete 131 comuni, 14 comunità montane, 5 Asl e aziende ospedaliere, le prefetture, le province. Entrano in rete tutte le scuole con oltre 400 nodi. Soltanto alcuni dei numeri legati alla copertura telematica dei servizi della pubblica amministrazione. L'altro aspetto, ancora più rilevante, coinvolge tutti i 600mila abitanti ai quali è stata offerta la possibilità di acquistare un computer, uno per ogni nucleo familiare - e di essere rimborsati, parzialmente o interamente a seconda del reddito e del costo delle macchine. Il bando di gara aperto alle famiglie lucane prevede un tetto massimo di 40mila personal computer. Costo dei servizi legati al progetto: 9,6 miliardi di lire per due anni.
Tutti i computer dei cittadini godono inoltre della connessione gratuita ai servizi offerti dal portale regionale Basilicatanet.it e di una casella di posta elettronica. Delle circa 50mila famiglie lucane, un terzo ha già avuto il contributo per l'acquisto di un computer e molte altre stanno per ottenerlo. La ricaduta su un'economia regionale basata principalmente sull'agricoltura è indubbia e i risultati a lungo termine si prospettano molto positivi.
I giovani potranno beneficiare dell'apporto dell'informatica per trovare e creare lavoro attraverso un sistema con il quale gli amministratori tenteranno di fare incontrare la domanda e l’offerta, creando una banca dati di curriculum sul portale regionale accessibile a tutti.
Siamo andati in Basilicata, per cercare di capire qualcosa di più su questo interessante progetto, per intervistare la gente nelle strade, i lavoratori, gli studenti e per chiedere quali sono le linee guida del piano Basitel ai dipendenti regionali che ci lavorano e al presidente della Regione Filippo Bubbico.
Il piano Basitel dimostra nel suo complesso che piccolo è bello. Le cose si riescono a fare soprattutto nelle realtà con un numero ridotto di abitanti, a patto di avere le risorse economiche e risorse gestionali, a tutto vantaggio delle autonomie locali. Il numero dei lucani in Basilicata equivale nel complesso a quello di una città italiana medio-piccola: 600mila contro i 900mila di Torino, e i 450mila di Firenze.
24 maggio 2002
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