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In memoria dell'amato motorino
Esistono cimiteri virtuali, in rete, dove piangere gli oggetti cari passati a miglior vita
Anche le cucine a gas, nel loro piccolo, tirano le cuoia. Per non parlare dei computer, dei motorini, delle automobili, dei peluche. Oggetti della vita quotidiana che a un certo punto, spesso nei momenti meno opportuni, ci piantano in asso.
Dobbiamo stampare il curriculum per rispondere a un'imperdibile offerta di lavoro? La stampante esala il suo ultimo respiro a metà della lettera di presentazione. Siamo in un ritardo spaventoso e sta anche per mettersi a piovere? Il motorino ci lascia per sempre. Partiamo per una vacanza on the road? La macchina spira sulla tangenziale.
La prima reazione, ovviamente, è di rabbia. Poi però veniamo assaliti dall'onda dei ricordi, e la nostalgia prende il sopravvento… «E quella volta che siamo stati svegli tutta la notte per stampare la tesi? E i giri in motorino dopo la scuola? E quella volta che eravamo rimasti senza benzina ma la macchina, pace all'anima sua, si è fermata proprio davanti al distributore?». Domande, che di solito non attendono risposta e si concludono con un lungo, doloroso, malinconico sospiro.
E' per dare degno spazio a questo comprensibile cordoglio, che sono nati su internet i cimiteri virtuali. Per piangere «la mia Ritmo Cabrio color prosciutto», per dare l'ultimo saluto «alla mia mitica 126, grazie per quello che mi hai dato: brividi, esaltazione, spasso, velocità, rabbia, sesso…», «a Gedeone, il mio Califfone dai capricci insensati e i rantolii forsennati».
Si trovano anche epitaffi per peluche («Coniglietto mio, compagno dei miei sogni, te ne sei andato sbranato dal cane dei miei vicini di casa…»; «Un altro peluche come il Canasta dove lo trovo più?»), playstation («Fratelli, piangiamo assieme la morte prematura di Sorella PlayStation Zavettona, annata 95/96, Sesso 1002. La cara si spegneva alle ore 11.52 di venerdì 29 maggio 1999, allorché veniva interpellata per una nuova partita a Winning Eleven 98/99»), telefonini («Per Nokia 8110: è morta la banana, eri molto amata. Perché mi hai abbandonato? Forse la gelosia del nuovo 3210? Mi manchi…»), scarpe («Addio gloriose Nike, insieme abbiamo fatto tanta strada. Ora le nostre vie si devono separare per forza. Il vostro numero 37 mi fa troppo male!»).
I computer, poi, in rete hanno spesso diritto a uno spazio funerario a sé stante. Forse perché, se qualche volta muoiono di morte naturale, spesso siamo noi stessi a ucciderli per rincorrere l'ultimo modello. «Sei stato il primo, mi sei servito, sei diventato lento, ti ho seppellito…». E il consumismo tecnologico, evidentemente, provoca ancora qualche senso di colpa…
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