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MILANO 2001 
Quando la politica sposa la moda

«Spazio ai giovani», il progetto della Provincia di Milano per promuovere giovani stilisti

Chi meglio di Daniela Santanchè, presidente della Commissione cultura della Provincia di Milano, può dire cosa rappresenta la moda per il capoluogo lombardo e per l'economia italiana? Lei, che da quando si occupa di politica si è sempre dimostrata sensibile e attenta a questo strategico e doratissimo settore. Lei che è stata più volte definita "la regina dei salotti"...

Da che cosa è nato il suo interesse per la moda? Come mai ha iniziato a occuparsene?
È nato come passione, ma non intesa solo come piacere tipicamente femminile di vestirsi bene. È scaturita soprattutto dalla consapevolezza che la moda ha reso l'Italia e soprattutto Milano famosa in tutto il mondo attraverso il made in Italy. E poi perché mi rendo conto che costituisce uno dei settori più importanti e trainanti della nostra economia, sia in termini di occupazione, per il numero degli addetti ai lavori, sia in termini di esportazioni verso l'estero, di bilanci e fatturati. Non vedo dunque la moda come frivolezza e mondanità, ma come uno dei settori economici più fertili per il Paese. Mentre solitamente i politici hanno fatto sempre poco per aiutarla e sostenerla.

E la Provincia, che cosa pensa di fare per il fashion italiano e milanese?
Insieme a Ombretta Colli, presidente della Provincia, abbiamo steso un programma per la moda che va in due direzioni: verso i giovani e verso le donne. A favore degli stilisti emergenti, che non avrebbero mai la possibilità di sfilare in Fiera per via degli elevatissimi costi, e dunque non potrebbero mai arrivare sull'Olimpo della moda, abbiamo pensato di aprire i saloni dello storico Palazzo Isimbardi (sede della Provincia), per ospitare già dal prossimo anno le loro passerelle. Gratuitamente. Ed è una scelta che ci auguriamo possa agevolare quel ricambio generazionale fisiologico e necessario. Sempre per aiutare i ragazzi nella loro formazione, istituiremo 2500 corsi professionali, di cui una parte sarà dedicata proprio agli aspiranti stilisti. La seconda direzione di intervento andrà verso le donne: istituiremo, già dal prossimo febbraio, un premio che andrà a tutte le migliori stiliste di sesso femminile, che hanno contribuito a scrivere la storia della moda italiana, in un mondo inizialmente dominato dal sesso maschile. E penso a Krizia, Laura Biagiotti, a Donatella Versace e tante altre.

Come mai la moda per lo più snobba così marcatamente internet e la rete?
Credo che sia un problema di modernizzazione. Pur essendo la moda per certi aspetti molto avanti, come nella ricerca dei tessuti e dei materiali innovativi, c'è ancora poca sensibilità verso le tecnologie del futuro. Io oggi darei più importanza a un magazine online, rispetto alla carta stampata. Anche se come tutte le cose nuove, c'è un po' di diffidenza nell'avvicinarsi al mezzo. Purtroppo il mondo della moda è ancora un po' chiuso: è una questione di vecchie mentalità, ecco perché è importante l'apporto di forze giovani e nuove.

E lei conosce internet, naviga, usa la posta elettronica?
Certamente. Se devo acquistare una crema, lo faccio via internet…

Qual è la ricetta per un party di successo come i suoi?
Sarà obsoleto, ma la carta vincente sono ancora le belle donne: sono un ingrediente assolutamente fondamentale. E, più in generale, la scelta di invitati di diverse categorie. Oggi l'evento è vincente se riesce a mettere insieme target di persone diversi, che vanno dagli artisti, allo spettacolo, alla moda, alla politica, alla finanza. Si deve ricostruire un po' lo scenario di globalizzazione che abbiamo oggi nel nostro Paese.

Cosa c'è dietro questo roboante ritorno del lusso, di cui tanto si parla? Vera ripresa economica? Corsi e ricorsi storici?
Che bello! Io sono per l'opulenza! A parte questo, credo che soprattutto Milano, avendo passato degli anni difficili, quelli di Tangentopoli, in cui bisognava scomparire, vergognarsi di indossare abiti vistosi, o gioielli, in cui imperava il minimalismo, in netta contrapposizione agli anni '80, abbia semplicemente riscoperto la voglia di uscire, di vivere di ricomparire e spendere i soldi. E questo perché è indubbio che la politica vincente di Milano, del suo sindaco, abbia portato a una vera ripresa economica. Ma questo vale solo per la nostra città, non di certo per il resto del Paese, a dispetto di quello che vogliono farci credere.

  Antonella Laudonia  
  dalla rete
Camera della Moda L'istituzione della moda italiana
Alta moda Roma La passerella di Piazza di Spagna
Provincia di Milano Il sito ufficiale di Palazzo Isimbardi
 
  sommario
Torna la voglia di vestirsi!
Gran Galà della Moda
Quando la politica sposa la moda
Il super-party di Max Azria
La moda fa scintille
Tette al vento
Curiosità dietro le quinte
I big in passerella
Moda&follie
Il personaggio
Daniela Santanchè, laureata in Scienze Politiche, dal 1990 è amministratore unico della Dani comunicazione, società che si occupa di pubbliche relazioni e grandi eventi. Nel 1997 diventa consulente, per la Giunta Albertini, dell'Assessore Serena Manzin per tutto ciò che riguarda la moda. Organizza diversi eventi in onore del mondo del fashion, feste ultramondane e ambitissime. Attualmente è presidente della Commissione cultura della Provincia di Milano.
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News2000 Italia OnLine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Alessandro Gennari - Registrazione del tribunale di Milano n° 420 del 9 giugno 2000