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SFIGA 
Malocchio e dintorni

Storie, leggende, trucchi. Lo iettatore "tipo" e come evitarlo.

Crederci? Non crederci? Questo il dilemma. Il malocchio ha molto a che fare con le convinzioni personali, ma ha anche radici profonde nella storia della tradizione popolare.

Qui trova stereotipi, vittime e rimedi. Fatture, bamboline infilzate, pozioni, cornetti, amuleti, mani sui genitali, fanno parte della coreografia: l'essenza è diversa.

Il malocchio va inteso come un'influenza nefasta esercitata dagli uomini su altri uomini. La credenza popolare assegna un potere magico all'occhio, attribuibile a uno sguardo desideroso o invidioso dei beni e delle fortune altrui. Insomma l'occhio che "getta" il male, di qui l'altro termine: "iettatura".

Alcune iscrizioni del 3000 a.C. narrano di una divinità degli inferi che uccise la dea dell'amore con uno sguardo. Pare che anche gli Egizi parlassero di liberare delle persone da malocchio e sfortuna.

Nel 1529 il marchese Bonifacio, incavolato perché Carlo V aveva regalato il suo feudo a Giovanni d'Urbino, fece il "diavolo a quattro": morti Giovanni d'Urbino e il successore, Carlo V dovette dargli il feudo. Il più famoso iettatore? Il canonico Don Jo (Giovanni De Jorio). Chiese udienza al Re Ferdinando I e questo non gliela diede.

Ben 8 anni dopo riuscì a ottenerla: il coronato, che durante il colloquio impugnava un corno, schiattò la notte successiva. Sull'identikit del portatore di disgrazie professionista, la letteratura è concorde. Solitamente è un personaggio alto e magro, un po' gobbo; moro, volto scavato e pallido, sopracciglia folte, naso curvo. Veste di nero (!), è taciturno, riservato e scostante.

Ma appena viene a conoscenza dei malanni di qualcuno è il primo a interessarsi e dispiacersene. La sua arma letale sono gli occhi: scuri, profondi, che sembrano menare sciabolate.

Chi sono i soggetti a rischio? Stando alla bibliografia, è potenzialmente più esposto chi ha fatto di paura, diffidenza e invidia, una ragione di vita: e quindi è più permeabile alle influenze negative altrui.

Come difendersi? Secondo quanto riportato da Itamix nel caso il menagramo vi guardi nelle pupille, il male è fatto. Altrimenti abbassate lo sguardo e «presentategli il dito medio teso e le altre dita piegate».

In rete si trova una quantità di consigli ad hoc. Starnet suggerisce di cospargere collo, polsi e caviglie con olio e pronunciare una frase di rito diversa da regione a regione. Per prevenire, portare un sacchetto di sale grosso al collo, in tasca o nelle scarpe!

Contro il sospetto di esserne stati colpiti, Egositalia sussurra di lasciar consumare una candela per 9 giorni consecutivi e gettare ogni giorno la cera lontano dalla propria casa.

Non volete avere problemi? Allora seguite i consigli del Cicap che definisce malocchio e superstizioni delle «forme d'ignoranza». Soluzioni? «dopo aver attraversato la strada a un gatto nero ed essere passati sotto una scala, rechiamoci in un albergo al civico 13... e apriamo l'ombrello in casa».

  Fabio Dotti  
  dalla rete
Dive La ricetta anti sfiga
Vita vissuta Uno iettatore e la sua storia
Digiland Occhio malocchio prezzemolo e finocchio
 
  sommario
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Corna e dintorni
Forse quando si parla di superstizioni si pensa che queste siano cose da persone ignoranti e facilmente abbindolabili. Invece è tutt'altro che vero! Infatti la superstizione ha colpito (e senz'altro colpisce) anche i personaggi famosi. Qualche esempio? L'ex Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Qualcuno se lo ricorderà quando, durante un'epidemia di colera, andò in visita ad un ospedale di Napoli e fece il gesto scaramantico più diffuso nella nostra Penisola: le corna. Oppure, sempre in tema di capi di stato, c'è una vicenda legata a Ronald Reagan, che durante il suo mandato non fissava appuntamenti ufficiali se prima non aveva consultato la sua astrologa di fiducia!
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