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Chi crede alla sfiga?
Facciamoci le corna
L'altro giorno stavo uscendo di casa per andare al lavoro, quando un gatto nero mi ha attraversato la strada. «Porca vacca», ho subito pensato «cominciamo bene», e naturalmente ho fatto le corna.
Poi guardando bene il micio mi sono un po' pentita del gesto. Poveraccio, chissà se è consapevole del fatto che quando passa tutti si toccano, si grattano, fanno gli scongiuri.
Ma perché poi il povero animale dal pelo corvino porta sfortuna? Chi gli ha affibbiato questa ignobile fama? Gatti neri o meno, poco importa, la scaramanzia esiste ancora. E non venite a dirmi di no che vi ho visto, appena avete letto la parola «gatto nero» subito lì pronti a toccare ferro o qualcos'altro...
Mia nonna, che ha ottant'anni, mi dice che «in tütt ball» (traduzione dal dialetto milanese: sono tutte balle), però mi ha raccontato una serie di credenze legate alla terra e agli animali molto di moda «quando era giovane lei», tipiche della cultura contadina.
Ma se oggi vi sentite attanagliati dalla sfiga o soli contro la jella, in rete c'è chi ha pensato a voi: ci sono siti dedicati agli sfortunati e alla loro inseparabile compagna, dove potrete trovare di tutto e di più. Se invece vi sentite vittime del malocchio, vi diamo delucidazioni su iettatura e iettatori, così scoprirete come difendervi e liberarvi dagli influssi malefici delle fatture.
Sognate di fare tredici al Totocalcio? Ricordatevi che questo numero non è sempre sinonimo di vincita di denaro, ma anche di giorno iellato.
E poi, voi vi toccate (porcelloni, ma cosa andate a pensare, nessun riferimento a pratiche di autoerotismo, intendevo toccarsi come gesto scaramantico) o preferite fare le corna? Vi disperate in previsione dei canonici sette anni di sfiga se rompete uno specchio e tenete sempre un cornino scaccia-malocchio attaccato allo specchietto della vostra automobile, o peggio ancora accanto al crocefisso? Raccontateci i vostri gesti scaramantici e i vostri incontri ravvicinati con la sfiga.
E se siete arrivati a leggere fin qui e non vi è ancora successo nulla, non mi resta che augurarvi, come dice il Pupazzo Gnappo, «Tanta fortuna!»…
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