Libero Community Blog Video News Mail Search ADSL & Internet
  Cerca le notizie    nel web 
  Mattutino | Newsletter   Meteo 
 
   le nuove news
   come eravamo
   fotogallery
   editoriali
   webmagazine
   speciali
   noi2000
   gossip
   internet life
   newsletter

CIOCCOLATO 
Ciocco-lex, sed lex

La dura legge del cioccolato

Il 15 marzo 2000 segna un tempo amaro (è il caso di dirlo) per il cioccolato. La data di una decisione che avvantaggia l’industria del cioccolato, ma che non tutela fino in fondo i paesi produttori e i consumatori. Una direttiva europea consentirà ai fabbricanti di cioccolata di inserire al posto del burro di cacao altri grassi vegetali, oli tropicali (anche geneticamente modificati) nella misura del 5 per cento del peso complessivo. Gli euro-scettici hanno ora un motivo in più contro la globalizzazione. I golosi pure. Il tutto a vantaggio delle multinazionali produttrici che avranno costi più bassi e guadagni più alti. Ma non è altrettanto sicuro che il prezzo per l’utente finale scenderà.

Per fortuna, avremo ancora un po’ tempo per gustare dolci e cioccolatini così come li abbiamo mangiati fino a oggi, con la stessa consistenza e lo stesso sapore. Restano infatti ancora quasi tre anni prima che la direttiva europea sul cioccolato venga messa in atto: dal 3 agosto del 2003 la normativa "di dubbio gusto" stabilita dall’Euro-Parlamento verrà applicata. Ma dopo, il cioccolato sarà lo stesso?

È quindi destinato a finire il piacere provocato da quel cubetto che, sciolto fra lingua e palato, eccita papille gustative e gola, e scatena reazioni idilliache nel nostro corpo? No. Basterà sapersi orientare meglio e leggere di più le etichette dei prodotti dolciari. Quel che è certo è che i prezzi del cioccolato puro aumenteranno.

Come potremo difenderci? Intanto controllando sempre l’etichetta: i produttori sono obbligati a riportare la dicitura «contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao» e «cacao % minimo», anche per il cioccolato Gianduja che, com’è noto, contiene estratti delle nocciole.

Quali saranno le conseguenze? Considerando che il cioccolato è composto per il 20-30 per cento di burro di cacao, la sostituzione effettiva con le sostanze grasse avrà di sicuro un impatto maggiore del tanto sbandierato 5 per cento. Ma non solo. La novità legislativa rappresenta un forte rischio per i paesi produttori, africani e sudamericani. L'industria del cacao e i paesi produttori di cacao stimano un calo delle esportazioni tra le 140.000 alle 200.000 tonnellate all'anno.

Da qui si capisce perché la nuova direttiva sul cioccolato è stata osteggiata da ambientalisti e terzomondisti. E c’è già chi propone di boicottare le grandi multinazionali a vantaggio del gusto e delle popolazioni del Terzo Mondo promuovendo i prodotti del commercio equo e solidale.

  Daniele Passanante  
  dalla rete
Normativa Ue La direttiva europea Il testo comparativo, fra norme italiane e europee
Liberare i nani Il gruppo musicale che ha suonato contro i cibi transgenici per più di 25 ore
Azione cacao Per un cacao più puro, a favore del Terzo Mondo
 
  sommario
Ciocc@more
Cacao's story
Dolce produzione
Un cioccolatino al giorno...
Nutella galeotta
Il mito dei Baci Perugina
Ciocco-letto
Piatti fondenti
Theobroma
Eurochocolate 2000
Ma chi fa il cioccolato?
Ciocco-lex, sed lex
Ma chi l'ha detto?
La direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo relativa ai prodotti di cacao e cioccolato, destinati all'alimentazione umana, approvata definitivamente il 23 giugno 2000 parte da presupposti quantomeno originali. Già nel 1973 l'allora Comunità Economica Europea fissava le regole per la libera circolazione dei prodotti a base di cioccolato nel mercato comune. Regole giuste che definivano le norme comuni per «la composizione, le caratteristiche di fabbricazione, il confezionamento e l'etichettatura». Le decisioni di allora vengono oggi stravolte con una giustificazione che in realtà non sta in piedi: «È opportuno modificare tali definizioni e norme per tener conto del progresso tecnologico e dei mutati gusti dei consumatori e per adeguarle alla legislazione comunitaria generale in materia di proditti alimentari in particolare a quella relativa all'etichettatura, agli edulcoranti e algi altri additivi autorizzati, alle sostanze aromatizzanti, ai solventi di estrazione e ai metodi di analisi». Ma il gusto degli Europei è davvero così cambiato da volere un cioccolato meno puro?
© ITALIAONLINE 2013 - P. IVA 11352961004  -  Pubblicità  - Aiuto  - Info  - Condizioni d'uso  - Privacy  - Libero Easy