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Un cioccolatino al giorno...
...Un cioccolatino al giorno…
Un dubbio amletico attanaglia i golosi: ma il cioccolato, fa bene o fa male? Calunniato per anni, ultimamente sta attraversando un processo di beatificazione. Assolto per non aver commesso il fatto? Pare proprio di sì. A scagionarlo dalle accuse che gli venivano mosse, sono stati numerosi studi scientifici. Brufoli? Non colpevole. Cefalee? Non colpevole. Aumento dei livelli di colesterolo? Non colpevole…
È un alimento davvero ricco di sostanze: ferro, magnesio, fosforo, potassio, calcio… E zuccheri, naturalmente, anche se facilmente assimilabili. Molto calorico (dalle 515 Kcal all’etto del cioccolato fondente alle 545 Kcal di quello al latte), ma altrettanto digeribile. Il 65% degli acidi grassi che presenta hanno persino un’azione metabolica positiva. Uno studio ha anche dimostrato che sia la polvere di cacao, sia il cioccolato fondente, se non si esagera con la quantità, possono ridurre del 10% il tasso di colesterolo nel sangue.
Ma la vera sorpresa è che ciò che i suoi estimatori hanno sempre sostenuto poggia su basi scientifiche: il cioccolato fa soprattutto bene all’umore. «Anzitutto, la cioccolata agisce da catalizzatore, facilitando la produzione di endorfine, un gruppo di oppioidi prodotti naturalmente dal cervello, con un'azione simile a quella della morfina, stimolando le sensazioni di euforia e attenuando il dolore. Va aggiunto che essa contiene una certa quantità di feniletilamina (Pea, 1 mg ogni etto), che fa parte delle sostanze cosiddette simil-lisergiche: insomma, simili all'Lsd. Il nostro cervello la produce naturalmente in associazione con sentimenti di desiderio fisico e forse addirittura d'amore, ma può arrivarvi dallo stomaco attraverso il sangue, dopo aver consumato una tavoletta di cioccolato», spiega Daniela Filippone, dietista, autrice della tesi «Elementi di dietologia e psicologia del consumo di cioccolato».
Non solo: «La cioccolata diventa desiderabile e a volte indispensabile nei momenti difficili a causa della sua associazione con la serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori, che svolge un'azione inibitoria e tranquillizzante. Uno studio ha messo in evidenza l'azione della cioccolata paragonandola addirittura a quella della marijuana, e per esser precisi del suo principio attivo, il tetraidrocannabinolo (Thc). Anche il Thc avrebbe un suo equivalente naturale nel nostro cervello, l’anandamide, collegato a forti sensazioni di benessere, picchi di euforia e alterazione della cognizione del tempo, ma che viene metabolizzato molto velocemente. Nella cioccolata sono stati individuati ben due componenti capaci di ritardare la dissoluzione del neurotrasmettitore, prolungando le sensazioni piacevoli che derivano dalla sua produzione naturale nel nostro organismo», continua Daniela Filippone.
Allora è per questo che il cioccolato piace tanto? «Non credo che alla passione per il cioccolato si possa rispondere soltanto con argomentazioni di neurofisiologia – risponde la dietista -. Penso piuttosto che debba esservi un valore aggiunto che ne giustifichi l’uso e l’abuso su così vasta scala. Innanzitutto viene associato a una situazione di festa, di incontro. Poi c’è la valenza trasgressiva, data dalla paura che faccia ingrassare. Il colore del cioccolato, la provenienza, l’aroma del cacao evocano paesi caldi ed esotici. Il suo profumo speziato ci rimanda alle fantasie dell’infanzia. Insomma: il cioccolato è parte fondamentale del Paese delle Meraviglie dell’Alice presente in ognuno di noi».
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