Libero Community Blog Video News Mail Search ADSL & Internet
  Cerca le notizie    nel web 
  Mattutino | Newsletter   Meteo 
 
   le nuove news
   come eravamo
   fotogallery
   editoriali
   webmagazine
   speciali
   noi2000
   gossip
   internet life
   newsletter

PEDOFILIA 
Castrazione chimica

Una soluzione che chiedono in molti. È attuabile?

Se ne parla come di un rimedio estremo. Ormoni e chemioterapia come se si trattasse della cura di un tumore. La castrazione chimica prevede tutto questo e anche una serie di sedute di psicoterapia. Qual è l'obiettivo? Inibire la libido in coloro i quali sono già stati condannati per episodi di violenza, impedendo così che ripetano gli episodi di aggressività nei confronti dei bambini.

Nello specifico, il pedofilo consenziente dovrebbe assumere quotidianamente un farmaco che contrasta il testosterone influendo sulla sua regolarizzazione. Gli esperti dicono che l'efficacia è scientificamente provata e gli effetti collaterali sono ridotti. La cura esiste da circa quindici anni, e non è mai stata utilizzata in Italia da un punto di vista giuridico. Ovvero non è mai stata imposta da un giudice. Ma nel 1997 durante il processo ad uno stupratore recidivo, i periti d'ufficio hanno richiesto il trattamento ormonale per l'imputato.

La nostra costituzione garantisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Diverso è il caso degli altri paesi europei. Dal 1969 la castrazione chimica è in uso in Germania - solo se il soggetto ha superato i 25 anni d'età e a seguito di una perizia medica che attesti l'idoneità al trattamento -, dal 1973 in Danimarca, in sostituzione della castrazione chirurgica (al condannato venivano prospettate due
alternative, castrazione o prigione), dal 1993 in Svezia - con il consenso dell'interessato e per casi a rischio di recidiva -, dall'inizio del 1997 in Francia.

  Daniele Passanante  
  dalla rete
Tempo Medico Una rivista scientifica
Camera dei Deputati La relazione di un parlamentare
Un articolo L'intervento di uno psicologo
 
  sommario
Scusate se diciamo la nostra
Contenuti contro i bambini
La rete si difende da sola
Turisti per sesso
Scomparsi
Identikit
Parola d'ordine: delazione
Castrazione chimica
In difesa della rete
I lettori ci scrivono
Altre lettere al direttore
Ancora mail
In Europa
Pedofilia su internet? Arrivano le regole europee. Entro la fine dell'anno tutti i paesi europei dovranno recepire la decisione del Consiglio dell'Unione contro la pornografia infantile. Alla base delle nuove disposizioni: la delazione «buona», cioè la collaborazione degli utenti della rete con le autorità. Una volta avvistato, durante la navigazione, un sito che diffonde pornografia infantile o che è anche solo sospettato di farlo, il cittadino europeo è chiamato a contattare immediatamente l'autorità competente. Punto di forza del progetto sarà comunque la cooperazione internazionale attraverso l'Europol e l'Interpol.
Copyright © 1999-2010  ItaliaOnLine S.r.l. Tutti i diritti riservati -  Pubblicità  - Aiuto  - Info  - Condizioni d'uso  - Privacy  - Libero Easy
News2000 Italia OnLine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Alessandro Gennari - Registrazione del tribunale di Milano n° 420 del 9 giugno 2000