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Natalino Balasso
Dal teatro al cabaret, passando per il... porno
Da improbabile pornoattore a mistico Salabar: le vie della comicità per Natalino Balasso sembrano infinite. Uno che sul palcoscenico sembra esserci nato, con una faccia che in vita sua avrebbe potuto fare solo cabaret. E invece no. Invece la storia e i percorsi di questo veneto irresistibile sono stati lunghi e non sempre facili. Soprattutto perché prima di faci piegare in quattro dalle risate era uno stimato e rigoroso autore televisivo. Proprio così.
Ce lo racconta lui stesso… In realtà dovremmo fare due passi indietro. Il primo più a ritroso: cabaret e teatro sono da sempre le mie grandi passioni. Così ho iniziato anche a scrivere i miei testi e mi sono avvicinato alla scrittura.
Immagino che la scrittura sia l'altro passo inditero… Esatto, il più recente. Scrivendo mi sono avvicinato anche a delle riviste con le quali ho iniziato una collaborazione costante. Da "Smemoranda", a "Cuore" a "Comics". È stato così che Gregorio Paolini mi ha chiamato a Mediaset per fare l'autore. Ovvero dovevo scrivere testi per programmi tv. Ho iniziato a lavorare con le trasmissioni di Patrizia Rossetti, Alberto Castagna, fino all'ultima edizione di "Ciro".
Dopodiché? Ho mollato e ho ripreso con la mia prima vera passione: il teatro. Del resto era dal 1988 che assecondavo questa mia vena. Seppur senza una vera e propria formazione teatrale, ma piuttosto come spettatore assiduo e lettore attento.
Dal teatro a Zelig il passo è breve. La tua vita è cambiata? Decisamente sì. Soprattutto sotto il profilo professionale. Una volta ero io che dovevo andare a bussare alle porte, ora mi vengono a cercare. Però, rispetto alla tv il mio vero amore resta il teatro.
In questo momento ti appagano di più i soldi o il successo? Nella mia vita ho sempre privilegiato il tempo al denaro. Le mie scelte professionali sono sempre andate in questa direzione: fare le cose che mi piacevano veramente.
Il tuo sogno? La cosa a cui aspiro in questo momento è la drammaturgia.
Intanto per non perdere il callo stai continuando a scrivere… Il mio ultimo libro è uscito da qualche tempo e s'intitola "Si divertono tutti alle mie spalle". In pratica è un contenitore di tutto quello che ho fatto a Zelig e non solo. Non è però il libro a cui sono più affezionato.
No? E perché? Nel 1993 scrissi un altro libro, probabilmente dal titolo profetico. Si chiamava "Operazione buco nell'acqua" e a me piaceva moltissimo. Edito dalla Sperling e Kupfer, narrava una serie di racconti ambientati in un'isola immaginaria.
29 marzo 2002
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