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Max Pisu
Il momento d'oro di Tarcisio
Il successo è come l’amore: quando arriva il campanello inizia a suonare; e in alcuni casi non la smette più. Il primo trillo per Max Pisu, in arte Tarcisio, è arrivato proprio grazie a Zelig. Il suo personaggio ha immediatamente attecchito sugli spettatori e "Tarci" è entrato nel cuore della gente. Poi si sono aperte anche altre strade. Prima fra tutte il cinema. Max ha infatti già collezionato due importanti presenze in "Chiedimi se sono felice", di Aldo, Giovanni e Giacomo e nel recente "South Kensington".
Vogliamo partire da qui? Non nascondo – ammette lui – che quello del cinema è un percorso che mi affascina e che mi piacerebbe coltivare.
Il tuo attuale successo, giusto sottolinearlo, è frutto di tanta gavetta… Ho iniziato nel 1991 a fare cabaret, in coppia. Formavamo un duo e io inizialmente facevo da spalla. Dopo un anno invertimmo i ruoli e poi dopo 6 anni decisi di provare l’avventura da solo.
Poi? Poi faccio un provino a Zelig, la cosa funziona e la mia vita cambia.
Grazie a un personaggio amato da tutti: Tarcisio… Non avrei mai pensato che Tarcisio avrebbe potuto raccogliere un successo simile. Ma forse la sua forza è proprio quella di essere un personaggio vero, non astratto.
Come nasce Tarcisio? Io ho sempre frequentato l’oratorio e la parrocchia. Per il mio personaggio mi sono ispirato a una persona vera, il disadattato della parrocchia: al di fuori dell’oratorio aveva difficoltà a inserirsi nel contesto, mentre dentro diventava protagonista.
Cosa significa far ridere per Max Pisu? La più grande soddisfazione e la massima gioia che ci possa essere. Per me è nato come puro divertimento. Credo che sia una cosa che viene da dentro. Fin da ragazzo mi davo da fare per organizzare gli spettacoli all’oratorio. E ancora, ogni anno, torno per salire sul palco con i miei vecchi amici.
Da Zelig a "Guida al campionato", passando per il cinema. Sei consapevole del grande successo che stai vivendo? In parte sì. Ma la cosa di cui sono più consapevole è che devo sempre guardare avanti.
29 marzo 2002
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