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Il web ha "La memoria lunga"
Quando i ricordi diventano Storia
Per i più giovani sono i racconti dei nonni, per gli adulti le reminiscenze d'infanzia, per gli anziani testimonianze di vita. Gli anni Cinquanta avvicinano almeno tre generazioni alla storia, quella con la esse maiuscola. Un'occasione da non perdere, anche per i ricercatori: «Gli artefici della ricostruzione, in gran parte allora già in età matura sono oggi molto anziani - si legge sul sito del Censis -. La memoria si affievolisce con gli anni, i ricordi anche di eventi importanti possono diventare imprecisi. Ma se i dettagli si confondono, vivi restano gli stati d'animo, le sensazioni lasciate da vicende intensamente vissute».
«Cosa c'entra la rete in tutto questo?», potrebbe chiedere qualcuno. C'entra, c'entra... Pur senza velleità scientifiche, internet può diventare un immenso database della memoria. Basta poco: un progetto e il contributo dei navigatori. «Questa proposta è stata lanciata su un forum - si legge sul sito del settimanale "Il diario della settimana" -. Il titolo "La memoria lunga" è invece il parto di un lettore. Ho pensato di rilanciarla, per permettere a tutti di salvare qualcosa delle parole ascoltate, dei racconti ripetuti dai vecchi quando eravamo bambini». Per partecipare alla stesura di questo libro collettivo, è sufficiente narrare episodi concreti avvenuti nel Novecento attraverso un form disponibile online.
Se invece si vuole contribuire a costruire una grande galleria, un museo della memoria fatto di immagini «visibile a tutti, consultabile da tutti su internet, un'impresa unica per fissare la storia recente del territorio e dei suoi abitanti, prima che i documenti si disperdano irrimediabilmente», bisogna avere a disposizione delle fotografie d'epoca. È questa la peculiarità del progetto Muvi (acronimo di museo virtuale), per ora rivolto alla sola Lombardia: raccontare la storia di un'epoca e dei suoi protagonisti attraverso le immagini. «La fotografia è uno strumento di grande efficacia nel fissare la memoria dei fatti e dei vissuti - si legge sul sito -. Possediamo collezioni fotografiche importanti, sulle quali istituzioni di ricerca e documentazione hanno lavorato e lavorano. Ma c'è una grande collezione non ancora disponibile: è quella depositata negli archivi personali. Questo progetto vuole recuperare e rendere visibile tale patrimonio». Coraggio: cominciate a saccheggiare gli album di famiglia.
8 marzo 2002
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