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Un musical "made in Italy"
Le canzoni di Battisti non tramontano mai
Da Milano
Alla fine, quando i protagonisti escono a raccogliere gli applausi del pubblico, ci si ritrova tutti a cantare "La canzone del sole", a battere le mani a ritmo, ognuno col suo personalissimo ricordo ripescato nella memoria: tanto le parole si sanno.
"Emozioni", il musical "anomalo" (come lo ha definito Sergio Japino, il regista) forse perché interamente made in Italy, scorre via senza intoppi, come certe serate passate in casa con gli amici, straordinarie proprio perché nascono senza troppe pretese e finiscono con la voglia che l'ora di andarsene non arrivi mai.
Per la prima volta, incredibile a credersi, le note di Battisti e i testi di Mogol diventano un musical. Li hanno cantati, ritoccati, letti e riletti, imitati... ma nessuno aveva mai pensato (e realizzato) un testo teatrale partendo proprio da loro.
Un cast di belle voci, discreti ballerini e bravi interpreti: Ambra (spigliata e, verrebbe da dire, finalmente compiuta), Sabrina Salerno (oltre le gambe c'era davvero di più), Mirco Petrini (un principe azzurro irresistibilmente impacciato), Vladimir Luxuria (prima pietra dello scandalo poi catalizzatore di allegria), Alessandra Drusian (la voce femminile dei Jalisse), Stefano Zarfati (quello di "C'è che ti piace farti bella").
Una trama semplice e spassosa, una scenografia che fa molto casa di Barbie e Ken, testi (detti e cantati) scorrevoli che è un piacere. Una colonna sonora firmata dalla coppia d'oro della musica leggera di casa nostra: Mogol e Battisti. Come dire il sentimento e la memoria, l'amore e le piccole cose, i falò di Ferragosto sulla spiaggia e il sottofondo delle avventure del cuore.
Sono questi gli ingredienti del musical: un gruppo d'amici si ritrova in una casa di campagna il giorno prima del matrimonio di Luca (bello, possibile e tormentato) e Sonia (l'ultima arrivata ma pur sempre la prescelta). Il resto lo fanno i faccia a faccia con "ex" mai dimenticati, i colpi di scena e i colpi di fulmine improbabili, le dichiarazioni d'amore a vent'anni di distanza, vecchi rancori e nuove amicizie.
Anche sforzandosi, non si troverebbe una storia migliore di quella scritta da Eduardo Tartaglia, l'autore di "Emozioni", per accompagnare le canzoni. Ah già, le canzoni: non crediamo di far torto a nessuno se diciamo che sono le loro le vere protagoniste del musical, riviste e corrette al punto giusto, senza dissacrazioni né strani stravolgimenti (piuttosto rischiosi quando si va a toccare un patrimonio nazionale).
"Un'avventura", "E penso a te", "Ancora tu", "Una giornata uggiosa" somigliano a quelle che cantava Battisti; solo "Sì viaggiare" viene proposta in una versione tutta nuova, tra il caraibico e il rap. Il finale? Rigorosamente battistiano.
5 marzo 2002
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