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A casa di Lorenzo
Jovanotti ci apre la sua porta e anche il suo cuore
Da Cortona
Un raggio di sole sbuca con prepotenza da un cielo imbiancato dalla nebbia. L'aria è rarefatta, brumosa. Ma è sincera, come il sorriso stampato sul volto di Lorenzo, quando ci accoglie nella sua casa di Cortona, dove abita con la compagna Francesca e la figlioletta Teresa. La residenza di Jovanotti è nel punto più alto di Cortona e domina tutta la valle. La circonda un grande giardino, con alberi di mele e un prato verde.
È una casa semplice, come lo sguardo pulito di questo artista che ci accoglie come se fossimo vecchi amici. Ci mostra lo studio di registrazione dove insieme a Saturnino e a Pier Foschi ha registrato il suo nuovo lavoro, "Il quinto mondo". Ci racconta l'album con l'entusiasmo di un bambino che ha appena ricevuto in dono un giocattolo nuovo da mostrare con orgoglio ai suoi compagni. È felice Lorenzo. Sarà colpa del cielo, che qui è di un azzurro intenso, o dei tramonti, che rosseggiano sull'orizzonte sfumando anche i sogni di chi li guarda.
È lui stesso che ci spiega passo dopo passo tutte le canzoni del suo album. Poi ci invita in cortile dove ha preparato una bella colazione con pane e marmellata, caffè, latte e succhi di frutta. Intanto sono le 11. Il sole ormai ha già vinto la sua battaglia con la nebbia lasciando spazio a refoli di vento che portano da nord odori di Umbria e da sud quelli di Toscana. Pinocchio e Chitarrina, i due cani di Lorenzo girano per il giardino elemosinando qualche briciola di pane, poi si stendono al sole. «Volete vedere la mia casa?» ci chiede Lorenzo sorridendo e aggiunge: «Dai, venite che facciamo come quando ci vengono a trovare i parenti che gli si mostra la dimora».
Entriamo in casa e Jovanotti ci fa vedere la stanza dove si allena quando va in bicicletta, la cucina, il salotto. Le foto della piccola Teresa sono in bella mostra sul mobile all'ingresso. Una grande scala dà l'accesso ai piani superiori. Saliamo le scale e al secondo piano ci sono le stanze da letto. Infine all'ultimo piano si apre una stanza a cielo aperto stracolma di tante cose: uno stereo, dei dischi, tante immagini sacre da cui Lorenzo è affascinato, tele e colori. Nella parte in fondo alla stanza spicca l'immagine di una grossa tigre. «L'ho dipinto io quando è nata Teresa - dice Lorenzo - nell'astrologia cinese lei è nata sotto il segno della tigre, io invece sono un cavallo». C'è anche un telescopio... «Lo uso ma tanto non ci capisco nulla», si schermisce Jova.
Si capisce subito che quello è il suo regno, il suo angolo di cielo ed è anche comprensibile visto il panorama che ci si apre di fronte agli occhi. Quello che colpisce di più è la semplicità di questa casa. Non c'è l'ostentazione che si potrebbe immaginare a casa di un cantante famoso, c'è soltanto semplicità. Una semplicità genuina: nell'arredamento, nelle tovaglie a quadretti poggiate sul tavolo della cucina, nei quadri appesi al muro, nelle fotografie, nel corridoio dove sembrano ancora riecheggiare le voci di mamma e papà Cherubini, di un Lorenzo bambino, delle prime parole pronunciate da Teresa, del dolce sorriso di Francesca. Quando usciamo in giardino la sensazione che ci assale è strana, per un attimo ci eravamo dimenticati di essere a casa di Lorenzo. Per un momento ci siamo sentiti in famiglia.
5 febbraio 2002
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