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BUFALE TELEMATICHE 
Ditelo via e-mail

Molti gli appelli fasulli che circolano nella rete

«Firma l'appello contro l'azienda giapponese che vende via internet gattini vivi imbottigliati». «Invia questo messaggio a tutti quelli che conosci perché questo bambino ha veramente bisogno di te». «Se ricevi un messaggio dal titolo "Win a holiday" non aprirlo. Cancellerà immediatamente il contenuto del tuo hard disk. Si tratta di un nuovo virus non ancora conosciuto, invia questo appello a più persone che puoi».

Alzi la mano chi non ha ricevuto, almeno una volta nella vita nella propria casella di posta elettronica, uno di questi messaggi. Ce n'è per tutti i gusti: e-mail per trovare un donatore di midollo osseo, per mettere in guardia da virus informatici potentissimi in grado di mandare in tilt il personal computer, per avvertire della presenza di sostanze cancerogene all'interno di prodotti di largo consumo come shampoo e merendine.

Nella maggior parte dei casi però le segnalazioni e le richieste d'aiuto con queste caratteristiche, che finiscono per trasformarsi in vere e proprie "catene di Sant'Antonio" elettroniche, si rivelano delle trovate pubblicitarie se non addirirttura delle clamorose "bufale" telematiche.

Tranne alcuni e rari appelli, come quello recentemente lanciato da Amnesty International per salvare Safya Husseini dalla condanna alla lapidazione, questi messaggi non fanno altro che creare falsi allarmismi, alimentare leggende metropolitane e far circolare informazioni fasulle.

Ne è un esempio lampante l’e-mail riguardante le buste paga dei deputati italiani che, a seguito di un recente adeguamento del loro stipendio, ha ripreso a circolare tra gli utenti della posta elettronica.

Ma come fare a spezzare queste "catene" mediatiche? Basta seguire, una volta ricevuto uno di questi messaggi, alcuni piccoli accorgimenti come suggerisce lo stesso Paolo Attivissimo, giornalista e divulgatore scientifico che da anni si occupa di questo fenomeno.

Facendo in questo modo la casella di posta potrà essere più tutelata.

8 febbraio 2002

  Marcella Gaudina  
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Sopravvivere alle "catene"
Pro e contro
Origini
Perché per descrivere questo fenomeno si usa il termine di catena di S. Antonio? La risposta si trova su Leggende.it, uno sito dedicato alle storielle metropolitane. Il termine deriverebbe da una tradizione diffusasi a partire dal 1950. Proprio in quegli anni iniziarono infatti a circolare lettere che, oltre a riportare la scritta "Recita tre Ave Maria a Sant'Antonio", invitavano il destinatario del messaggio a fare un certo numero di copie dello stesso e a inviarle ad amici e conoscenti. Pena, una serie di disgrazie su di lui e la sua famiglia.
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