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Alla conquista del mondo
Usa, Impero Romano del ventunesimo secolo?
La discussione si sta animando anche se sommessamente. Washington è la Roma del nostro secolo? Gli Stati Uniti stanno diventando un impero potente e vasto quanto lo fu quello romano? Il "New York Review of Books" ha dedicato a Bush una vignetta in cui compare abbigliato come un centurione, il "Guardian" ha pubblicato un lungo articolo sulle similitudini e differenze tra gli Usa e la Roma d'un tempo e per una volta il dibattito ha preso piede non solo in Europa (dove da sempre prolifica una nicchia di scettici e di critici), ma persino nei salotti bene d'oltreoceano.
L'11 settembre, l'Afghanistan, il braccio di ferro con le Nazioni Unite, il ritorno alla ribalta di Saddam Hussein e l'imminente (pare) guerra contro l'Iraq sono alcuni degli elementi che hanno dato vita alla diatriba. Che gli Stati Uniti siano una superpotenza è ormai assodato, che il loro ruolo negli alti e bassi dell'economia mondiale sia fondamentale è innegabile, ma che le loro azioni siano volte ad allargare sempre più il territorio nazionale conquistando terre lontane è tutto da discutere, almeno per gli americani.
Intanto Hollywood dedica sempre più spazio e sempre più investimenti ai kolossal epici: dopo "Il gladiatore" i grandi condottieri, i greci e gli spartani. Bush ha trascorso l'estate leggendo Cicerone e le similitudini tra gli Usa e la Roma antica si sprecano. L'ossessione di possedere un esercito potente, sempre pronto e all'avanguardia, la diffusione della lingua (l'inglese oggi, il latino all'epoca), l'omologazione culturale sono solo alcuni dei segnali analizzati da storici e sociologi.
Ora il dubbio che cruccia gli americani (loro più che gli europei) è che Washington commetta un giorno, non troppo lontano, lo stesso errore che commise Roma secoli fa: tirare troppo la corda, allargarsi più del dovuto per poi perdere potere e incisività. Il timore che rende inaccettabile il paragone con l'antico Impero Romano è l'idea che il sistema abbia una falla, che il castello possa crollare sotto il peso delle responsabilità.
24 settembre 2002
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