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Lesbo per audience
Baci saffici e strusciamenti tra ballerine: quando le donne omosex fanno il picco d'ascolti
Lesbiche vere o lesbiche per audience poco importa: quella appena inaugurata è la stagione più saffica che la tv italiana abbia mai conosciuto. Non che ci sia più tolleranza, la libertà sessuale non c'entra. C'entra l'Auditel e l'autopromozione. Polemiche e battibecchi organizzati, o alimentati, ad arte per stuzzicare l'attenzione dei telespettatori e incollarli davanti alla tv in attesa del presunto scandalo.
A dare il via alla stagione del lesbismo ostentato, e anche un po' patinato, il Festivalbar. Ospiti le Tatu, due sedicenni russe acqua e sapone rivelazione pop dell'estate appena conclusa. Una volta salite sul palcoscenico si sono esibite nel loro brano e tra una nota e l'altra si sono scambiate un lungo bacio appassionato. Scalpore, mormorii, borbottii, felicitazioni. Le reazioni si sono sprecate. Peccato che l'exploit lesbo delle due fosse prevedibilissimo, praticamente già in scaletta. Le due Tatu, infatti, si baciavano nel video della loro canzone e si sono baciate durante le prove.
Dopo un tira e molla, dopo una mezza intenzione (assolutamente non credibile) di censurare la scena, il bacio è andato ovviamente in onda su Italia Uno, anche se in tarda serata, fuori dalla fascia protetta. Il tutto ha suscitato «sdegno, riprovazione e incredulità» nel presidente del Moige (Movimento italiano genitori), Maria Rita Munizzi: «Ancora una volta si utilizza una manifestazione canora per un'occulta propaganda proselitistica del mondo gay nei confronti dei nostri figli». Immediata la replica di Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell'Arcigay: «Sono felice che Italia Uno abbia deciso di non censurare il bacio lesbico. Una strepitosa gestione che ha consentito di ottenere un ottimo ascolto». Appunto: 3milioni 878mila telespettatori per uno share del 17,29%.
Pagine e pagine di giornali, per raccontare nei minimi dettagli le reazioni di questo e quell'altro personaggio di fronte al bacio saffico delle due cantanti, hanno evidentemente convinto i vertici della tv pubblica che era ora di sfruttare l'onda della polemica. Antonio Baldassarre, presidente Rai, e Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, hanno rispolverato dai magazzini aziendali una pellicola di Dino Risi finita nel dimenticatoio. Un film intitolato "Le ragazze di Miss Italia", racconto delle avventure delle aspiranti reginette di bellezza e dei loro ansiosi genitori. Fino a qui niente di scabroso, fatte salve le proteste del patron Mirigliani che scalpitava perché il lungometraggio non venisse trasmesso, non si sa mai, avesse rivelato retroscena indicibili. Se non fosse che in una scena del film, in modo del tutto gratuito, due miss si scambiano confidenze e un breve bacio, quasi per errore. Unica botta di vita dopo l'indiscutibile noia suscitata dalla kermesse.
E al nuovo trend si adegua anche "Passaparola", il quizzone preserale di Gerry Scotti che aspira all'etichetta di programma ludico-educativo. «Insieme, con leggerezza, giocando, impariamo ogni giorno tante parole nuove» si affanna a sottolineare quasi quotidianamente il conduttore, ammiccando alle casalinghe annoiate. Peccato che, poiché lo Zingarelli non farà mai l'audience di un bel paio di cosce, alle sue spalle le nuove "letterine" si dimenino in balletti più che ammiccati, decisamente piccanti, incentrati su scene ambigue e strusciamenti tra ballerine. Coreografie degne di un localaccio di spogliarelliste, di quelli che si vedono nei film americani, in cui il cliente caccia la banconota nel reggiseno della signorina. Con una spruzzata di lesbismo, ovvio, il tanto che basta per solleticare le fantasie dei mariti.
17 settembre 2002
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