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PA online
Si avvicina l'ora x per l'e-government
Firma online, certificati digitali, carta d'identità e voto elettronico. Questi alcuni dei capisaldi dell'e-government. Peccato che siano ancora pochi, anzi pochissimi, i cittadini del Bel Paese a poterne usufruire. Ma è solo una questione di tempo.
«Entro cinque anni tutti gli italiani avranno la Carta d'identità elettronica (Cie)», ha dichiarato il sottosegretario all'Interno Antonio D'Alì in occasione della presentazione della seconda fase di sperimentazione del documento. Un progetto costato finora circa 70 miliardi delle vecchie lire.
Per il sottosegretario all'Interno, «la Cie sarà il cuore e l'anima del nuovo procedimento elettorale elettronico che ha già superato positivamente le sperimentazioni di Parma e Campobasso». Entro il 2003, precisamente due anni dopo i primi esperimenti di e-democrazia avviati in 83 comuni e l'emissione di oltre 100mila carte d'identità digitali, il nuovo documento sarà distribuito a 2 milioni e 800mila cittadini. Stessa tempistica anche per la firma elettronica: solo a partire dal prossimo anno sarà ritenuta valida a tutti gli effetti.
L'obiettivo è quello di consegnare nell'arco di 5 anni circa 40 milioni di tessere sviluppando al tempo stesso tutti i servizi fruibili con queste, che potranno essere usate al posto della tessera elettorale o come bancomat, documento sanitario, patente e passaporto.
In attesa che tutti gli italiani diventino cybercittadini, la pubblica amministrazione si è data un gran da fare per non farsi trovare impreparata di fronte alla rivoluzione digitale che sta investendo l'Italia. A fare il punto sul grado di informatizzazione dello stato italiano Com-PA 2002, la nona edizione del Salone della comunicazione pubblica e dei servizi al cittadino, a Bologna dal 18 al 20 settembre (una rassegna delle iniziative presentate al salone a pagina quattro).
Resta comunque ancora molto da fare. Non sempre le nuove tecnologie hanno migliorato il rapporto fra PA e contribuenti ed elevato gli standar di efficienza ed economicità degli uffici pubblici (una carrellata dei servizi online offerti da regioni, comuni ed enti statali si trova a pagina due).
Ma non solo. Una volta creati sportelli virtuali ad hoc, bisognerà modificare le abitudini degli italiani. Questi sembrano infatti ancora nettamente preferire i canali di comunicazione tradizionale per interagire con la pubblica amministrazione, secondo una ricerca promossa dall'Associazione italiana della comunicazione pubblica e istituzionale (un resoconto della ricerca a pagina tre).
20 settembre 2002
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