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CALCIO & PUPE 
Strip o non strip?

Il bikini della Ferilli e il reggiseno della Falchi, la doccia della Merz e…

Qualcuno provi a chiedere a un laziale se Sabrina Ferilli è sempre stata un'ultrà giallorossa o a un romanista se Anna Falchi ha mai seguito la Lazio in trasferta. Risponderebbero che la prima ha un passato biancoceleste e che la seconda non sa neanche quanti giocatori scendono in campo.

Cambiando tifoserie, il risultato è lo stesso. Gli interisti sostengono che Natalia Estrada parteggia per il Milan solo quando si tratta di apparire in televisione e i milanisti replicano che Luisa Corna tifa Inter perché è stata fidanzata con Aldo Serena.

La musica non cambia se ci si sposta a Torino. I granata non perdono occasione per apostrofare la madrina bianconera del momento, la trentina Alessia Merz, e gli juventini ricordano spesso ai cugini del Toro che Simona Ventura, vecchio cuore granata, tiene soprattutto per la squadra di turno del marito, il difensore Stefano Bettarini.

Il botta e risposta si ripete, tale e quale, ogni domenica sugli spalti degli stadi italiani. Ogni occasione è buona, a maggior ragione un derby. Loro, le tifose-vip, stanno al gioco. Anna Falchi, madrina dei festeggiamenti dello scudetto 1999-2000, vinto dalla Lazio, ha dato inizio alla serie delle promesse propiziatorie: «Se arriviamo primi, giuro che…». Il 21 maggio 2000, davanti agli 80mila spettatori dello stadio Olimpico, Anna si è sfilata lentamente la camicia (rimanendo in reggiseno) per poi indossare la maglia del numero 10 biancoceleste, Roberto Mancini.

Un anno dopo, il 24 giugno 2001, Sabrina Ferilli ha mantenuto (a metà, visto che aveva assicurato uno strip integrale) la promessa fatta ai tifosi romanisti a inizio stagione («Se è scudetto, mi spoglio»), sfilando in bikini sulla passerella del Circo Massimo al cospetto di centinaia di migliaia di ammiratori.

Quest'anno doveva essere il turno di Luisa Corna. Tutti a chiedersi che cosa avrebbe fatto se la sua Inter avesse sventolato il tricolore e lei, ogni volta, a ribadire: «Non mi spoglierò, anche se ho in mente una sorpresa». Come si sa, è andata diversamente.

Lo scudetto se l'è aggiudicato la Juventus. Forse la Merz si è esibita in una sfilata senza veli sul prato del Delle Alpi? Certo che no. La madrina bianconera, per sua stessa ammissione, ha preferito fare la doccia negli spogliatoi insieme ai giocatori in festa (dopo aver debitamente baciato in diretta tv i dirigenti bianconeri presenti in tribuna). Pare che, per la prossima stagione, la cabala dica che lo scudetto tornerà a Milano. Si accettano promesse.

24 luglio 2002

  Barbara Del Pio  
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Nuove realtà si affacciano sul palcoscenico del "calcio che conta" mentre società blasonate retrocedono tra i cadetti della serie B. I verdetti dello scorso campionato impongono così qualche ritocco alla lista delle madrine: un po' portafortuna, un po' testimonial e un po' tifose. Col ritorno di Como, Empoli, Modena e Reggina in serie A, quindi, conosceremo quattro nuove bellezze pronte a promettere spogliarelli o chissà quali prove di coraggio per ogni obiettivo centrato.
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