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Selén: «Amavo un cammello arancione»
La pornostar incompresa
Amavo un cammello arancione. Poi sono diventata una pornostar e... ho dovuto toglierlo dalla macchina. Incredibile, storie d'amore anche con i peluche. «Sì, era la mia passione. Purtroppo, quando la gente ha cominciato a riconoscermi per strada, ha anche capito che quella col cammello era la mia macchina.
E sono cominciati bigliettini, messaggi ingiuriosi, persone che mi aspettavano per «saltarmi addosso»... Insomma, la situazione si è fatta insostenibile e ho dovuto troncare la storia col cammello. Lui non ce l'ha fatta, io ho sofferto molto e per non pensarci mi sono buttata nel lavoro».
Chi crede che una pornostar sia solo tette e culo, come recitava la bionda di «A chorus line», si sbaglia di grosso. Selén ha un gran bel... cervello. E sa anche usarlo, anche se certo non ha lesinato l'impiego di altre sue parti negli ultimi otto anni, il periodo che l'ha vista nascere e affermarsi come la star della cinematografia hard più vista e desiderata d'Italia.
Il tutto, condito da una generosa dose d'umorismo che non guasta mai, ha prodotto una signora donna. Discutibile, certamente, ma non per questo meno desiderabile.
«Sì, so di darvi una delusione ma non posso negarlo: mi sono ritirata. Quando ho capito che darla non mi divertiva più ho deciso di appenderla al chiodo. No, non prendetemi alla lettera. Non ho affatto chiuso col sesso, ma ho detto basta alla macchina da presa». Chi immaginerebbe Selén andare in giro con una vecchia Seat Ibiza nera un po' scolorita?
Eppure a Ravenna, sua città natale, la vedono spesso correre da una parte all'altra a bordo di quest’auto che per lei è un simbolo di libertà. L'ha comperata quando, in crisi con l'ex marito, cercava qualcosa che rappresentasse concretamente il suo bisogno di poter essere di nuovo libera.
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