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«Voglio fare la Velina»
In centinaia in coda sotto al sole per partecipare ai provini
«Se anche voi respirate, potreste essere le prossime Veline». In molte hanno preso alla lettera l'annuncio di Laurenti. Centinaia di ragazze si ritrovano all'ultimo casting, a fine maggio a Milano, di fronte ai cancelli Mediaset, in via Cinelandia (indirizzo emblematico). Alte, basse, belle, brutte, giovani, passatelle... Tutte con un sogno in tasca: dimenarsi per 10 secondi a sera sulla scrivania del Tg di Striscia la notizia. Qualche chilo di troppo? Qualche centimetro di meno? Qualche brufolo, un naso prorompente, le gambe a "x"? Poco importa, tutte sembrano convinte che a vincere sarà la simpatia e non la bellezza, la verve e non l'eleganza dei movimenti. E poi si sa, il trucco fa miracoli e le luci aggiustano tutto.
L'iter delle aspiranti starlette comincia per strada, sotto il sole, in attesa di fronte all'ingresso degli studi televisivi. Tra gli accompagnatori, poche le mamme e i papà, molti i fidanzati che sperano di poter dire agli amici del Bar Sport «la mia ragazza fa gli stacchetti in tv». Le addette al casting lasciano entrare le fanciulle a gruppi di 20/30 per volta, le guidano all'interno di un ampio salone, con tavolini, sedie e penne biro sparse qua e là. Qui ognuna deve compilare un modulo con i propri dati anagrafici, altezza, peso, taglia e misure, hobby e studi. Insieme al questionario, una liberatoria da firmare, per consentire la diffusione della propria immagine. Dopo di che il fotografo ufficiale scatta a tutte una polaroid da allegare al curriculum.
In attesa di essere finalmente convocate per il provino di fronte alle telecamere, molte chiacchierano al cellulare, comunicando con un certo orgoglio «sono a Mediaset per un casting...», immaginandosi le porte del paradiso che si schiudono. Altre sfoderano beauty grandi come valigie, attrezzati di ogni genere di pennellino, da far impallidire Diego Dalla Palma. Un paio si fanno fotografare in bagno da un'amica, per immortalare l'evento e far sapere ai parenti «io c'ero». In bagno e non sul palco di Striscia, ma che importa, «io c'ero».
Una discreta frotta di giornalisti, cameraman e fotografi si aggira tra le ragazze in cerca dell'intervista giusta, del volto particolare, del caso umano. E qualcuna parte sulle ali del sogno: «Beh, almeno venire qua non è stato vano, molte vengono notate e fotografate».
L'attesa nel limbo televisivo termina quando le assistenti chiamano per nome 6 ragazze alla volta e le conducono, in fila indiana, in silenzio e con i telefonini finalmente spenti, nel salone in cui si svolgono i provini veri e propri. Tutto si gioca in pochi istanti...
28 maggio 2002
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