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Fu composta da un autore ignoto tra il 1180 e il 1210 e anticipa di alcuni decenni quelle di Jacopo da Lentini FIRENZE, 9 mar - La più antica poesia lirica in volgare italiano sarà esposta per la prima volta fra pochi giorni. Dal 13 marzo al 30 settenbre la si potrà ammirare alla Galleria degli Uffizi (nella foto) a Firenze, in occasione della mostra "Dove il sì suona. Gli italiani e la loro lingua". La "Pergamena ravennate", nella quale è contenuto il componimento, fu redatta da un autore a noi ignoto alla fine del XII secolo e fu scoperta solo 4 anni fa nell'archivio storico dell'Arcidiocesi di Ravenna da Alfredo Stussi, professore di storia della lingua italiana alla Normale di Pisa.
È una canzone d'amore in 50 versi, la cui composizione è stata collocata dagli studiosi tra il 1180 e il 1210: le più antiche rime amorose finora conosciute in volgare (influenzato dal siciliano illustre della corte di Federico II) erano quelle di Jacopo da Lentini del 1235 circa. La "Pergamena ravennate" fu ricopiata sul dorso di una pergamena insieme a un altro testo di 5 versi dal significato non chiaro, ma probabilmente legato alla tematica del verso principale.
All'interno della mostra "Dove il sì suona. Gli italiani e la loro lingua" sarà possibile ammirare anche la copia della "Commedia" di Dante che Boccaccio donò a Petrarca (prestata dal Vaticano), il codice autografo del "Decameron" di Boccaccio stesso (prestato da Berlino), l'autografo dell'"Orlando furioso" di Ariosto e quello della "Gerusalemme liberata" di Tasso. (News2000) |
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