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La finanza fa felice chi ha scommesso su Brunello di Montalcino, Barolo e Montepulciano d'Abruzzo MILANO, 16 feb - Chi ha investito in bottiglie ha di che essere felice: secondo un'inchiesta di Winenews, le etichette più pregiate sono state rivalutate del 500% con punte del 900%. Le quotazioni migliori sono per Brunello di Montalcino, Barolo, Montepulciano d'Abruzzo.
Un Barolo Sandrone Connubi Boschis del 1990, in vendita con una quotazione iniziale di 55.000 vecchie lire, oggi ne vale 550.000 (incremento del 900% circa) mentre un Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva 1990 è passato da 215.000 lire a 1.500.000 lire. Il Brunello di Montalcino Case Basse Soldera Riserva 1990, uscito sul mercato a 100.000 lire, oggi si aggira sul 1.000.000 (+900%). In questi giorni, poi è scattata la corsa di importatori e ristoratori stranieri alle bottiglie della riserva 1997, quella che gli operatori considerano la vendemmia del secolo: la produzione delle ultime vendemmie è andata letteralmente a ruba e già fioccano le prenotazioni per il Brunello del 1998.
Il Barolo (Gaja) Sperss 1988 è passato da 60.000 lire a 400.000 lire (567%). Il Barolo Giacomo Conterno Monfortino Riserva 1990 ha visto lievitare la quotazione da 130.000 lire a 700.000 lire con un incremento del 438%. Forte anche il Montepulciano d'Abruzzo Valentini (1990) venduto inizialmente a 50.000, oggi sulle 450.000 lire (+800%).
Quotazioni alte anche per Sassicaia (Tenuta San Guido) del '90 (+775%) e del '97 (+233%), Ornellaia del 1997 (Tenuta dell'Ornellaia +122%) e 1998, Barbaresco (Gaja) Sori' Tildin 1989 (+800%) e in crescita quelle di Amarone Dal Forno ('93-'94-'95), Solaia Antinori 1997, Massetto Antinori 1997, Il Sagrantino di Montefalco Caprai 25 Anni 1993.
«Non potremmo desiderare un risultato migliore» ha dichiarato Stefano Campatelli, direttore del Consorzio del Brunello «Si può dire che la domanda del mercato è decisamente superiore alla nostra offerta. Questo risultato è ancora più importante se si tiene conto che si tratta di un fenomeno in controtendenza: mentre è in leggera flessione la spesa destinata al vino di alto livello, il Brunello di Montalcino rappresenta evidentemente un'eccezione, continuando ad esercitare un forte interesse sul mercato mondiale». Nel 2002 il distretto di Montalcino ha realizzato un business di 143 milioni di euro (oltre 720 miliardi di vecchie lire), con una crescita del 10% rispetto al 2001.
Quotazioni record anche per i valori fondiari: secondo un'indagine dell'Inea (Istituto Nazionale dell'Economia Agraria) un ettaro di vigneto di Brunello vale oggi 250mila euro (circa 1 miliardo di lire), anche se talvolta si sale a 4-500mila euro. Nel Chianti un ettaro di vigneto negli anni Settanta costava 3 milioni: oggi vale 300 milioni di vecchie lire (8-10 volte), circa 150mila euro. Tuttavia investire in questo settore non costa poco: i prezzi più bassi nel Salento (Puglia) vanno da 10 a 25mila euro, i più alti nelle Langhe (Piemonte) e Montalcino (Toscana) dove un ettaro di vigneto, secondo le stime di wine News, vale tra i 200 e i 500mila euro. (News2000) |
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