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Per i teologi inviare fake mail, fare spamming e visitare siti pornografici sono le nuove insidie ROMA, 21 mag - Navigare sui siti pornografici, abusare delle chat e inviare mail anonime o falsificate o fare spamming: per i teologi sono peccati. L'uso del web si diffonde sempre più nella case italiane e la Chiesa sta cercando di adeguarsi ai nuovi mezzi di comunicazione. «Certo, la riflessione in questo campo è all'inizio ma è evidente che c'è bisogno di molta più formazione per gestire questi spazi» ha spiegato padre Sabatino Maiorano, teologo redentorista e preside della Pontificia Accademia alfonsiana di Roma, oggi a convegno nel santuario di San Gabriele, vicino a Teramo, in un convegno sul sacramento della Confessione.
L'interesse dei teologi si è rivolto soprattutto alle relazioni interpersonali. «Chi passa ore la sera a chattare on line anzicheé stare con il coniuge o con i figli - ha spiegato il teologo - commette una grave mancanza, soprattutto se instaura a insaputa dell'altro relazioni sentimentali: se è un peccato guardare l'altro e desiderarlo, lo è ancora di più chattare con un'altra persona lasciando cadere la dinamica familiare».
Ma tra i nuovi "peccati informatici" sono stati citati anche i casi di pirateria informatica: chi usa programmi senza licenza, o scarica illegalmente musica e filmati tramite internet, quelli che violano la privacy e la sicurezza di un sistema informatico. (News2000) |
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