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notizia del 27/12/2003
12:16 Berlusconi smentisce l'intervista al quotidiano Libero

Il giornale di Vittorio Feltri riferisce i commenti natalizi del premier che però nega tutto: «Non erano dichiarazioni politiche, soltanto auguri»

ROMA, 27 dic - «Il presidente del Consiglio non ha rilasciato alcuna intervista. Non si può confondere un veloce scambio di auguri natalizi con delle dichiarazioni politiche». Lo afferma una nota della Presidenza del Consiglio in relazione a quanto pubblicato oggi dal quotidiano "Libero". Ma il quotidiano di Feltri ha pubblicato un intero speciale sulle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi. A partire da un allarme attentato sul Vaticano: «Che giornata terribile è stata questa. La questione vera non è stata il decreto sulle tv, che peraltro ha avuto l'immediato consenso del Quirinale, ma la notizia precisa di un attentato su Roma nel giorno di Natale». È uno dei primi passaggi del colloquio con Libero di Silvio Berlusconi la sera del 24 dicembre ad Arcore. «Un aereo dirottato sul Vaticano - rivela il presidente del Consiglio -. Un attacco dal cielo, chiaro? La minaccia del terrorismo è in questo istante altissima. Ho passato la vigilia a Roma per fronteggiare la situazione. Ora mi sento tranquillo. Passerà. Lo diceva Eduardo. Non è fatalismo, ma la coscienza di avere la guardia alta. Se hanno organizzato questo non ce la faranno». Non si sono fatte attendere le repliche da parte dell'opposizione: «Se la notizia è falsa ci troviamo di fronte ad un atto irresponsabile con l'aggravante che a compierlo è il presidente del Consiglio dei ministri. Se la notizia ha fondamento risulta evidente il procurato allarme e la mancanza di sensibilità istituzionale di gestione dell'informativa stessa». Lo afferma il presidente dei deputarti del Pdci, Marco Rizzo.

Berlusconi ha continuato a parlare di allarmi attentati al quotidiano di Feltri: «Nel mese di novembre ero stato informato di un possibile attentato devastante che avrebbe colpito un certo giorno le metropolitane di Roma o di Milano. C'era chi insisteva perché fossero chiuse le stazioni. Mi sono assunto la responsabilità di evitare certe misure. Avrebbero avuto sulle mente della gente lo stesso effetto di un attentato, ci avrebbero uccisi di dentro, con conseguenze sociali ed economiche drammatiche. Il terrorismo vuole farci chiudere. Ho preferito raddoppiare i controlli. Bisogna convivere con l'incubo, combattere i violenti ovunque, ma senza permettere che le precauzioni blocchino la vita. Io credo che sarà più forte la nostra libertà, il desiderio di vivere, di costruire. Ci deve essere, c'è, qualcosa di più forte di chi vuol darci guerra e morte il giorno della nascita di Dio. Quando penso ai 19 caduti a Nassiriya mi dico: se invece di essere io al governo ci fosse stato, che so, D'Alema, non li avrebbe mandati in Iraq e sarebbero vivi. Mi sento responsabile. È stata una scelta grave, ma quelli che sono morti li sento parte di me e lo rifarei».

Il colloquio con il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, si sposta poi su temi di natura più politica e sull'attività del governo: «I risultati sono tanti - dice Berlusconi -. Ma c'e un muro che tirano su ogni giorno ed ogni volta mi tocca buttarlo giù per comunicare senza che mi deformino. Abbiamo cominciato con lo slogan: "La forza di un sogno cambierà l'Italia". Ora dobbiamo passare alla fase due: "La forza che ha fatto cambiare l'Italia". E provvederemo a informare sui risultati». Alla domanda del vicedirettore di Libero Felice Farina sul potere, Berlusconi risponde: «Potere io? Scherziamo... Sul Corriere della Sera Paolo Mieli ha scritto cose tremende. Per lui io sarei il gatto con gli stivali che ha trasformato la presidenza del Consiglio in un ufficio dove cura esclusivamente i suoi affari e le sue vicende giudiziarie. Ma quale potere, se non riesco a far sapere le cose più semplici. Qualsiasi ministro del mio governo potrebbe testimoniare che mai, mai in nessun caso ho curato i miei interessi. Se un giornalista che rappresenta pienamente l'editore del Corriere scrive questo vuol dire che sanno bene di potersi permettere tutto. Cossiga continua a rimproverarmi - continua Berlusconi -. E spinge: "Usa il potere!" Non ricorre a giri di frase e mi invita a spedire la Guardia di finanza: È persino dettagliato: 50 Fiamme Gialle qui da Cesare Romiti, 50 Fiamme gialle là da Banca Intesa. Mai e poi mai - ho risposto. Lui insiste: "Tu hai tutti i poteri contro: il Quirinale, la Corte Costituzionale, la magistratura, i giornalisti, impara a manovrare le legittime armi del potere". Ma io ho un'altra idea. Sono un presidente del Consiglio liberale, opero sulla base del consenso e percorro vie trasparenti. La riforma istituzionale permetterà al presidente del Consiglio di avere un'azione più efficace».

E il premier avrebbe parlato anche delle recenti proteste dei lavoratori dei trasporti metropolitani e dei Cobas del latte: «Questi scioperi selvaggi devono finire. Sono danni enormi morali e materiali. Possono avere - aggiunge il Premier - tutte le ragioni del mondo, ma bloccare l'autostrada nel dispregio dei diritti altrui e del benessere generale è inaccettabile. Ho chiesto al ministro dell'Interno Pisanu - continua Berlusconi - di intervenire con la forza pubblica: ci sono le leggi, si facciano rispettare, si arresti chi insiste». (News2000)

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