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La polizia postale identifica i responsabili e chiede ai truffati di presentare una querela MILANO, 7 ott - Segnalata con il solito sistema delle catene di Sant'Antonio via e-mail, la truffa dei finti rimborsi postali questa volta non è una bufala e anzi è stata sventata dalla Polizia postale di Pisa. I fatti: alcuni professionisti di Milano, soprattutto medici dentisti, hanno ricevuto nel mese di luglio tramite posta ordinaria buste contrassegno con la dicitura "documenti importanti" o "assegni di rimborso" da parte di una fantomatica quanto inesistente società romana. Per ricevere e aprire la busta, era necessario pagare al postino somme di denaro da 10 a 50 euro. La "Incass. comunale dei contribuenti" di Roma era il mittente delle buste, dietro il quale si celavano gli organizzatori della truffa, individuati dalla polizia postale: A.M.H, nato nel 1969 e R. C. nato nel 1971, entrambi laureati, esperti di informatica e titolari di un internet point a Pisa. Uno dei due giovani ha precenti penali che la polizia definisce "di poco conto", l'altro è incensurato.
Il conto corrente sul quale sono stati versati oltre 20mila euro era invece intestato a un cittadino di origine extracomunitaria. Le indagini sono ancora in corso e la Polizia postale è tuttora impegnata nella ricerca di altri professionisti truffati e nella verifica delle singole voci dei versamenti del conto corrente. «Stiamo valutando, insieme agli altri compartimenti di Polizia postale, se sono state coinvolte altre città. Oltre ai dentisti di Milano c'era qualcosa in preparazione che avrebbe coinvolto gli iscrittti ad altri albi professionali: architetti, ingegneri e farmacisti. Da quello che abbiamo capito, Milano era soltanto una sorta di prova generale». La truffa sarebbe passata inosservata se i due autori, secondo la Polizia esperti di informatica, non avessero citato nelle buste per rendere più credibile la truffa il sito Contribuenti.it, del quale è titolare il commercialista napoletano Vittorio Carlomagno coinvolto come parte offesa. Proprio Carlomagno ha presentato in data 15 luglio 2003 una denuncia contro ignoti segnalando la propria completa estraneità ai fatti. Le buste inviate ai professionisti contenevano infatti copia dei documenti scaricabili dal sito.
L'inchiesta è stata coordinata dall'ispettore capo Giuseppe Mandato, responsabile della squadra di Polizia giudiziaria della Polizia postale di Pisa che in merito alla possibilità da parte dei truffati di ricevere rimborsi segnala: «Si tratta di un reato a querela di parte, ma se non viene presentata una denuncia, cade la possibilità di procedere. C'è anche il rischio che si fermi tutto». La Polizia postale invita pertanto chi è stato truffato a presentare una querela in cui si esprima la volontà che l'autore del reato venga identificato e perseguito. (News2000)Daniele Passanante |
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