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Ridere sì, ma siate voi stessi

Peppe Quintale: saper ridere e far ridere è un'arte;
ma a sforzarsi di solito si fa una pessima figura

È sempre in movimento. Prima con le "Iene", poi con "Stranamore", adesso per "Quelli che il calcio". Peppe Quintale, 40 anni, napoletano, con tutti quei chilometri che macina sembra caricarsi come una molla. Ride e fa ridere. «Perché c'è sempre il lato comico, anche nella tragedia. Ridiamo per una caduta, pur rispettando quel che succede a chi ne è vittima».

E in amore ridi?
Nella mia famiglia si ride spesso. Quello non manca, per fortuna. Certo, quando mi girano mi girano, come a tutti, ma c'è sempre spazio per una bella risata.

Sotto le lenzuola si deve ridere?
Certo, con tutte le cose che succedono! Anche lì c'è sempre un lato comico.

E di fronte a una defaillance?
La prendi in ridere e aspetti la seconda occasione.

A te è capitato?
Certo. Ma mi è capitato anche di non riuscire ad avere un rapporto perché ridevo troppo. Poi ho chiesto informazioni medico-scientifiche. Mi hanno detto che durante una risata ci sono contrazioni fisiche tali che il sangue se ne va negli addominali. Lasciando il resto, vabbé avete capito... Parlavi di una famiglia felice.

Ce la racconti?
Sono sposato dal 1998, ma convivevo già da qualche anno. Quattro mesi fa abbiamo avuto il nostro primo figlio. Un maschietto stupendo.

Ha cambiato la vostra vita?
Soprattutto quella di mia moglie. Ma ovviamente anche la mia. È incredibile e perfino imbarazzante quanto quell'ometto di tre chilogrammi ti rivoluzioni le cose. La mamma diventa al servizio del bimbo e io divento al servizio della mamma e del bimbo. Posso dire una cosa? Dopo la nascita di un figlio ti trasformi in una bestia da soma, un autentico facchino. Si decuplicano le cose da fare e quando ci si muove ci sono sempre almeno quattro colli da mettersi in spalla. E senza parlare delle tecnologie dei passeggini: ci vuole una vita per impararle!

Torniamo alle coppie e lo scarso humour che regna tra loro. Un consiglio ai maschi musoni?
Non fate i simpatici per forza se non siete predisposti. Rischiereste figuracce ancora peggiori. Allora siate voi stessi e cercate di farvi accettare. Ma, vi prego, attenetevi dal fare i simpaticoni.

Nessun segreto particolare, quindi, per essere felici?
Nessun segreto e nessuna ricetta. L'unica cosa è, come detto, essere sé stessi e provare a cercare il lato comico delle cose.

Che farà Peppe Quintale dopo "Quelli che il calcio"?
Non so. Per adesso sembra che il futuro sia quello dei Reality show. E per ora dico no grazie. Sai, quando Ringo se n'è andato dall'Isola dei famosi mi hanno tempestato di telefonate perché lo sostituissi. Ma a casa c'era mia moglie e un bimbo di un mese: come potevo lasciarli lì? Non sono andato, ma non mi pento della scelta.

10  dicembre  2003
Lorenzo Cresci

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